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Politica | martedì 06 novembre 2018, 03:11

I "messaggi" di Luca Pedrale - fotogallery

MODO HOTEL, PIENONE ALL'INCONTRO ORGANIZZATO DA "LA NOSTRA GENTE" - UNA LEGGE REGIONALE FAVORISCE INSEDIAMENTI PRODUTTIVI - LA PISTOLA ELETTRICA - UNA FOLLIA UN BAR OGNI 190 ABITANTI

Modo Hotel, lunedì 5: incontro organizzato da La nostra gente

Modo Hotel, lunedì 5: incontro organizzato da La nostra gente

Del resto si sa: quando Luca Pedrale chiama a raccolta, il popolo risponde.

C'è il pienone al Modo Hotel alla serata organizzata dal Comitato Civico “La nostra Gente”. Certo l'età media è più vicina ai 70 che ai 60, ma va bene lo stesso.

Lui, Pedrale, è il generale di questa forza politica che vuol dire la sua in vista delle elezioni del 2019.

Nella sala del Modo ci sono rappresentanze politiche varie ed esponenti di “La nostra gente” non vercellesi (Torino, Veneria, Biella), ci sono tanti ex assessori e consiglieri dell'epoca Corsaro, ci sono le presenze autorevoli: l'onorevole Tiramani è assente, ma ha mandato un saluto, Alberto Cortopassi, invece, c'è. E ascolta.

Da politico scafato, Luca Pedrale fa il lungo elenco (condivisibile) delle cose che non vanno in questa città. Non attacca nessuno, ma in realtà attacca tutti quando dice che «Il declino di questa città è iniziato vent'anni fa» e che «Vercelli è sempre più povera perché il ceto medio si è impoverito».

Poi fa il lungo elenco delle cose che il futuro sindaco dovrà fare, non ci son cavoli. La prima è questa: «Ricevere e ascoltare la gente».

«Questa città ha dei problemi, è stata la gente a segnalarceli su facebook, oppure scrivendoci, oppure negli incontri. Sempre la gente ci ha indicato la proposte per superare i problemi».

Problemi e proposte che Pedrale ha illustrato, punto per punto.

A Vercelli manca un centro per le malattie degenerative, alzheimer e demenze senile: occorre provvedere al più presto.

Considerato l'alto numero dei tumori, il reparto di Oncologia va riaperto.

E va riaperto l'hospice, per i malati terminali. «Con Gallo funzionava, ora è stato inspiegabilmente chiuso» ha commentato Pedrale.

I lavoratori delle cooperative debbono essere maggiormente tutelati.

Tutti coloro con redditi molto bassi e vivono in situazioni di disagio e hanno degli animali (importanti per vivere meglio e debellare la solitudine degli anziani) vanno aiutati.

Il nuovo sindaco dovrà dare alla città una piscina; Vercelli ne è orfana da più di quattro anni.

Giovani e vita notturna: fare in modo che non siano costretti ad andare in altre città.

Sicurezza. «Sono un fautore della pistola elettrica. Immobilizza il delinquente senza fare danni. Se viene utilizzata in almeno in dieci città, perché non farne uso anche a Vercelli?» ha domandato Pedrale.

Basta con le discariche, a Santhià e a Cavaglià si è esagerato, «ora basta, perché permane sempre il problema di un inquinamento della falda» ha detto.

Incentivare l'uso di auto elettriche (o ibride).

Favorire l'insediamento di nuovge attività produttive grazie a un fondo regionale che (senza interessi) finanzia insediamenti produttivi, purché non locali. «La Regione – ha spiegato Pedrale - dà il 40 per cento sia per la parte edile che per i macchinari e la progettazione. Non c'è un bando, è un fondo. E a Vercelli due imprese che si sono impiantate beneficiando, appunto, di questo fondo. Perché non pubblicizzare questa possibilità, per esempio, in Lombardia, dove ci sono imprenditori e quattrini».

Un bar ogni 190 abitanti è una follia, «vanno riviste le licenze, va aiutato il commercio tradizionale»ı ha commentato Pedrale. (L'argomento verrà poi ripreso dall'ex presidente del Consiglio, Camillo Bordonaro).

A Vercelli è come se ci fossero due città: il centro storico e le periferie, ignorate. Perché non organizzare almeno delle feste nelle zone decentrate?

Ha annunciato altri appuntamenti, Pedrale, altri messaggi.

Il centro destra può cominciare a rifletterci. E a interpretare.

Remo Bassini

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