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Economia | 23 ottobre 2018, 23:31

Mettersi in proprio? Servono fino a 72 pratiche per aprire un bar, oltre 80 per un'autofficina

"COMUNE CHE VAI, BUROCRAZIA CHE TROVI": LO STUDIO DELLA CNA RACCONTA UN'ITALIA DI ARTIGIANI SCHIACCIATI DALLA BUROCRAZIA

Elio Medina e Massimo Pasteris (Cna Piemonte Nord)

Elio Medina e Massimo Pasteris (Cna Piemonte Nord)

Volete aprire un salone da parrucchiere? Bene, preparatevi a dover assolvere fino a 65 adempimenti burocratici che coinvolgono anche 26 enti diversi e che hanno un costo totale di 17mila 535 euro.

Se vi sembra molto, consolatevi pensando che chi vuole avviare un'attività da autoriparatore deve assolvere fino a 86 atti burocratici, rivolgendosi a 30 enti diversi e arrivando a spendere 18mila 553 euro.

Si fermano a 72 e 73 gli adempimenti per baristi e gelatai, mentre arrivano a 78 quelli per chi vuole aprire una falegnameria: ci sono corsi di formazione, scia, autorizzazioni, privacy e protezione dei dati personali, prevenzione incendi, valutazioni dei rischi di varia natura, visite mediche... e chi più ne ha ne metta, vien da dire. Tutte disposizioni sacrosante, ovviamente, e motivate dalla legge. Ma che, messe una sull'altra, fanno sì che il sogno di mettersi in proprio diventi una corsa a ostacoli.

Per comprendere il senso di un'espressione che a volte sembra abusata come "In Italia la burocrazia soffoca le imprese", è bene dare un'occhiata a uno studio condotto dalla Cna su 52 capoluoghi provinciali (tra loro c'è anche Vercelli) nel quale sono stati presi in esame gli adempimenti burocratici necessari per aprire cinque diverse attività artigianali: acconciatore, gelataio, barista, falegname e autoriparatore. Per ciascuna di esse sono stati esaminati gli adempimenti burocratici, gli enti coinvolti per ottenerli, il numero di volte che tali enti devono essere contattati affinché la pratica vada a buon fine e il costo che tale attività ha per ciascun artigiano.

I risultati sono sconfortanti: "Solo persone di buona volontà e dotate di un ottimismo inguaribile possono pensare di mettersi in proprio partendo da zero", commenta Elio Medina, direttore della Cna Piemonte Nord presentando i risultati di questo studio. Uno studio che, in linea generale, ha fatto emergere un panorama sostanzialmente analogo tra le varie città analizzate, Vercelli compresa.

“Burocrazia e adempimenti sono di fatto gli stessi – aggiunge Medina -: possono migliorare o peggiorare i tempi di risposta da parte degli uffici, ma, nella sostanza, poco cambia”. L'esempio illuminante, in tal senso, è rappresentato dai tempi occorrenti per un atto, apparentemente banale, qual è la posa di un'insegna. “A Vercelli si ottiene l'autorizzazione entro 30 o massimo 60 giorni – spiega Medina -: in altre realtà i tempi possono dilatarsi fino ad arrivare a sei mesi. E' successo a noi della Cna ad Arona”.

E, con il passare del tempo, la situazione sembra addirittura peggiorare. “Da 32 anni faccio l'autotrasportatore – spiega Massimo Pasteris, presidente per Vercelli di Cna Piemonte Nord -: quando ho iniziato io servivano patente e camion per fare il mio lavoro. Oggi è tutto diverso e i giovani vengono schiacciati dal numero e dalla complessità degli adempimenti. Studiano anni e anni ma poi non ce la fanno a mettersi in gioco in prima persona. E questo, alla fine, rappresenta un danno per tutto il Paese”.

Cna qualche soluzione da proporre ai Governi l'ha elaborata: perché nessuno vuol eludere le leggi, ma gli artigiani vorrebbero poter contare su sistemi più semplici ed efficaci per far dialogare tra loro enti e uffici pubblici. “Non è pensabile fare pratiche su pratiche in molteplici copie da consegnare a uffici diversi. Gli enti pubblici devono iniziare a dialogare tra loro e a utilizzare l'autocertificazione come strumento preferenziale. Semplificare e sburocratizzare dev'essere una priorità dei Governi. Solo così sarà possibile far ripartire davvero l'economia.





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