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Attualità | giovedì 11 ottobre 2018, 13:24

Berrino: «Vivere meglio, vivere di più? Si può»

L'IMPORTANZA DELLA FIBRA CONTENUTA NEI CEREALI INTEGRALI, DEL MOVIMENTO, DELLA MENTE SGOMBRA DAI PENSIERI - CIVICO STRAPIENO

Franco Berrino al Civico di Vercelli (foto aerre)

Franco Berrino al Civico di Vercelli (foto aerre)

C'è il pienone al Teatro Civico per ascoltare Franco Berrino, “il profeta” della buona alimentazione, ma non solo.

Epidemiologo, medico, patologo, Berrino per anni ha lavorato all'Istituto Tumori di Milano. Da anni è il principale punto di riferimento di chi vuole vivere meglio.

«Invecchiare senza ammalarsi è l'obiettivo – esordisce -. Pensate a che regalo facciamo ai nostri figli se non ci ammaliamo di alzheimer, se non ci viene un ictus, un cancro».
Lui, Berrino, comunque parla a tutti: giovani e vecchi, sani e malati.

Il suo messaggio è: per vivere meglio, per vivere di più occorre seguire tre strade: alimentazione sana (diversa), movimento, meditazione.

Cominciamo con l'alimentazione. «Più fibre di cereali integrali si mangiano e meno ci ammaliamo» dice Berrino. «Una buona alimentazione, quindi, prevede o pane integrale, o farro, riso, orzo, miglio, grano saraceno tutti integrali, e poi ancora legumi, e poi ancora frutta e poi ancora verdura» dice ancora.

Per converso «più cibi industriali mangiamo e più ci ammaliamo».

Berrino dunque, sconsiglia zuccheri, farine raffinate e insaccati – le nostre colazioni o i nostri pranzi veloci al bar, insomma -, e consiglia di ridurre il più possibile le carni rosse. «Meglio il pesce: chi la mangia al posto della carne muore di meno».

«E guardate che non vi dico nulla di nuovo, perché una volta si mangiava bene, si mangiava pasta e fagioli, e poi verdura, e la carne una volta ogni tanto. C'è chi mi dice che però non ha tempo per cucinare... già il tempo che non c'è. Poi magari si passano ore a guardare in tv i cuochi che cucinano» (applausi).

Ma per vivere lontani dalle malattie c'è un'altra strada da seguire, accanto a quella dell'alimentazione: il movimento.

«Chi non è più abituato a muoversi cominci con 10 minuti al giorno di camminata veloce, poi passi a 15, poi mezz'ora poi 45 minuti. Camminando, si riduce la mortalità, lo dicono le statistiche».

E poi c'è la meditazione, la nostra mente, insomma.

Berrino ha ricordato l'aneddoto dell'uomo occidentale che incontra un vecchio saggio orientale, che è in buona salute e sembra giovane. E gli domanda come fa.

Il vecchio saggio risponde: ”Io quando mangio, mangio; quando lavoro, lavoro; quando mi riposo, risposo”.

“Ma faccio così anche io” replica l'uomo occidentale.

L'altra risponde: “No, quando mangi magari guardi le televisione, e quando riposi ti porti dietro le tue preoccupazioni”.

«Bisognerebbe imparare ad avere la mente sgombra dai pensieri, appunto con la meditazione, o la preghiera. C'è stato un importante studio della Harvard School of Public Health su 120mila infermiere. La domanda posta loro era: quante volte vai al Tempio? Bene, è risultato che le infermiere che andavano a pregare due volte a settimana avevano una percentuale di rischio di ammalarsi o morire del 33 per cento in meno.

Pregare o rilassare la mente con determinate tecniche – dice ancora Berrino – attiva il nervo vago, che mette in “tranquillità” tutti i nostri organi, e soprattutto si spengono i geni dell'infiammazione cronica».

Per chiudere ha voluto scherzare, Franco Berrino: «Il premier Monti diceva che il più grande contributo al Pil arriva dalla sanità (ricoveri, strutture, farmaci). Che dobbiamo fare, quindi, per aiutare questo Paese?, ammalarci di più e morire quando si va in pensione? O, meglio di no: danneggiamo il bilancio nazionale vivendo di più e soprattutto meglio».


L'incontro con Berrino, organizzato da Comune e Asl, è stato preceduto dai saluti del sindaco Maura Forte e dal professor Fabrizio Faggiano. Il sindaco era andata a sentire Berrino a Biella («Professore, fanno male gli integratori» ha domandato; e Berrino nel corso della serata dirà che non fanno bene, anzi), Faggiano lo conosce da anni («Ricordo a Lione, ci incantò per ore con formule in una lavagna e spiegazioni sui tumori»).


Berrino, dunque, è una sorta di faro nella nebbia di pubblicità che ci indicano di consumare cibi industriali, cibi spazzatura anche.

E per fortuna che la sua voce c'è, oggi, in Italia (basta cercare su youtube). Ma è anche vero – purtroppo – che le strade che indica non sono così semplici da seguire: cereali integrali e ortaggi coltivati senza la chimica non li troviamo di certo al bar, al ristorante. Qualcosina (sempre più) si comincia a trovare nei supermercati, o grazie ai gruppi di aiuto solidale oppure grazie ad alcuni punti vendita di prodotti biologici e integrali, presenti anche a Vercelli.

Vivere meglio vivere di più si potrebbe, basterebbe ascoltare Franco Berrino e cominciare a rinunciare a coca-cola, patatine, whisky e grigliate varie.

Remo Bassini (remo.bassini@gmail.com)

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