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Arte e Cultura | lunedì 08 ottobre 2018, 11:44

"Un sorso di Gattinara, non chiedo di più"

ITINERARI VERCELLESI DI MARIO SOLDATI

Mario Soldati

Mario Soldati

La nuova ristampa del volume Un sorso di Gattinara e altri racconti dello scrittore torinese Mario Soldati (1906-1999) a cura delle edizioni Interlinea di Novara, consente di far luce sui rapporti tra il grande romanziere e il nostro territorio, di cui in vita è da sempre in fiero estimatore: tuttavia, pur lavorando spesso a Novara, villeggiando sui laghi d’Orta e Maggiore, frequentando le Alpi Ossolane e Valsesiane (grazie alla passione per il Monte Rosa), Soldati a Vercelli città e alla campagna circostante misteriosamente non dedica nulla, salvo pochi minuti alle risaie nel celebre documentario televisivo Viaggio nella Valle de Po alla ricerca dei cibi genuini (1957).

Il motivo dell’assenza è facilmente spiegabile anche mediante il titolo di questa raccolta comprensiva di undici racconti concernenti invece il territorio novarese: soldati, oltre la letteratura, resta soprattutto un amante del buon vino e inizia a parlarne in un momento in cui inizia la contraffazione industriale, senza purtroppo vedere il ritorno alla qualità con il biologico e le qualifiche Doc e Docg a molti rossi e bianchi piemontesi. Al buon vino da sempre si abbina la buona tavola e quindi si comprende come all’epoca di questi racconti (grosso modo tra gli anni Cinquanta e Settanta) Vercelli, per dirla alla Edoardo Raspelli (che di Soldati pare l’allievo più diretto in quest’ambito), sia una zona enogastronomicamente depressa.

Fa appunto eccezione Gattinara città dell’omonimo grande vino, che per l’autore rappresenta il non plus ultra: “Un sorso di Gattinara. Purché vero, s’intende. Non chiedo di più”. Gli itinerari vercellesi in un certo senso non finiscono qui, perché la curatela del libro è frutto di due docenti, Roberto Carnero e Giovanni Tesio (che redigono rispettivamente postfazione è premessa) della Facoltà di Lettere dell’UPO con sede a Vercelli.

Guido Michelone

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