/ Economia

Economia | lunedì 01 ottobre 2018, 15:58

Quando la banca sbaglia. E il Fisco la segue a ruota

Gli strumenti legali con cui potersi tutelare dagli errori e dagli abusi di istituti di credito e agenti della riscossione

Quando la banca sbaglia. E il Fisco la segue a ruota

Dal 1999 in poi, dopo anni di lunghe battaglie in tal senso, culminate in una sentenza storica del famoso e stimato Magistrato Piero Calabrò, che circa due decenni fa or sono stabilì un punto fermo nella genesi di una giurisprudenza specifica e mirata, tutta tesa a spianare la strada al contrasto legale dell’illecito e quanto mai più che diffuso fenomeno dell’usura  e anatocismo bancari, di strada ne è stata fatta molta.
E l’aggravarsi della crisi economica in atto, che dal 2008 a oggi ha prodotto non poche vittime (in tutti i sensi!) tra gli italiani, decimando redditi, occupazione, fatturati e disperdendo a macchia d’olio milioni di lavoratori nella diaspora peggiore possibile (quella dell’impossibilità di essere nuovamente rioccupati), ha fatto sì che anche lo Stato Italiano si dotasse di tutta una serie di strumenti atti a contrastare la disgregazione delle risorse, della dignità e del futuro dei propri connazionali.
Va indubbiamente riconosciuto al Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano l’aver ratificato quella che oggi sempre più persone conoscono e riconoscono come un provvedimento efficace per comporre in maniera gestibile e concreta le cosiddette crisi da sovraindebitamento.
“La Legge 3/2012 è un istituto che, con termine gergale, può essere correttamente definita come il ‘fallimento del privato’. Una strada percorribile per risorgere dalla cosiddetta ‘morte civile’, facendo pace con il passato e liberandosi in modo legale da montagne di debiti più che insormontabili” spiega Serafino Di Loreto, già stimato Avvocato bresciano e Fondatore di ‘SDL Centrostudi SPA’: azienda che per prima, dal 2010 a oggi, è scesa in campo nella difesa delle fasce più deboli dagli abusi di banche e Fisco ingiusti.   
“Oggi tutti ci riconoscono, storicamente e oggettivamente, di essere stati i primi in Italia ad aver compreso un assunto fondamentale: le malefatte di banche e Fisco si combattono competendo sul loro stesso terreno: l’analisi scientifica e rigorosa, econometrica e algoritmica assieme, di estratti conto e cartelle esattoriali, al fine di individuare al loro interno le somme indebite che, da solo, il correntista e contribuente non è in grado di poter riconoscere” aggiunge Di Loreto.
Che conclude: “In questo modo, grazie a un team integrato e funzionale di centinaia di avvocati, ingegneri, periti, contabili, consulenti ed esperti di gestione e tutela patrimoniale, in 8 anni abbiamo restituito, nelle tasche dei legittimi proprietari, cioè gli italiani che lavorano onestamente e che altrettanto onestamente pagano le tasse, un maltolto che supera i 250 milioni di euro tra beni mobili e immobili. Il nostro è un mestiere sociale di cui andiamo fieri, perché nel gioco delle parti riequilibra fortemente quel divario alla ‘due pesi e due misure’ in cui il cittadino onesto subisce sempre la parte del leone da parte dello Stato”.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore