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Cronaca | venerdì 14 settembre 2018, 12:00

Processo Expo, tutti assolti

SI CHIUDE LA VICENDA GIUDIZIARIA PER L'INCHIESTA DEL 2015

Assolti perché il fatto non sussiste.

Sono le 12 quando il giudice Maria Teresa Guaschino pronuncia la sentenza di assoluzione nei confronti di Alberto Perfumo, Gianluca Zanoni, Liliana Patriarca e Francesco Brugnetta tutti finiti a processo con l'accusa di turbativa d'asta per la vicenda legata alla nomina del coordinatore artistico per le manifestazioni legate a Expo 2015.

Nei loro confronti il pubblico ministero, Davide Pretti, aveva chiesto una condanna a sei mesi.

leggi anche: PROCESSO EXPO: LE CONDANNE RICHIESTE

http://www.infovercelli24.it/2018/06/29/leggi-notizia/argomenti/cronaca-10/articolo/processo-expo-le-condanne-richieste.htmlNel corso dell'ultima udienza sono intervenuti anche gli avvocati Mara Boffa (che con i colleghi Massimo Mussato e Lucetta Patriarca rappresentava Perfumo, Zanoni e Patriarca) e Francesco Picco (per Brugnetta).

Boffa, legale amministrativista, associandosi alle richieste di assoluzione che erano già state avanzate da Mussato, ha illustrato la motivazione per cui, secondo la tesi difensiva, la procedura seguita dagli uffici comunali per individuare il direttore artistico non era una gara d'appalto, ma un affidamento di incarico professionale. E, come tale, ricadente nelle disposizioni previste dal testo unico del pubblico impiego, come aveva spiegato nella sua deposizione anche l'architetto Liliana Patriarca, presidente della commissione giudicatrice e dirigente del settore comunale cui all'epoca era delegata anche la gestione degli eventi di Expo. "Non può essere stata commessa una turbativa d'asta - è stata la conclusione del legale - visto che l'affidamento dell'incarico non prevedeva una gara d'appalto, ma una procedura di selezione svolta, per altro, secondo i dettami previsti dal regolamento comunale".

Dal canto suo anche l'avvocato Picco, chiedendo l'assoluzione di Brugnetta, ha sottolineato come, nel corso del dibattimento, non fosse stata raggiunta la prova delle accuse rivolte al suo cliente. Nessuno dei testi sentiti in aula ha confermato che Brugnetta si presentasse come vincitore designato della selezione, "e del resto - ha fatto notare il legale - nessuno degli altri candidati, al termine della selezione ha avviato atti formali per ottenere l'invalidamento della procedura. Infine nemmeno la commissione consiliare all'epoca istituita aveva mosso rilievi in tal senso".

Dopo la lettura della sentenza, i primi commenti dei legali sono, ovviamente, più che soddisfatti. “E' stato un processo lungo e difficile - dice Massimo Mussato - il cui epilogo ha dato conferma della nostra impostazione difensiva che sin dall’udienza preliminare abbiamo tenuto, con la ferma convinzione di essere nel giusto. La formula assolutoria più ampia ed esaustiva, che abbiamo ottenuto e che dichiara l’insussistenza del fatto, rende giustizia a persone oneste e perbene che hanno agito nel solo interesse della Pubblica Amministrazione e di ciò che la stessa stava perseguendo. Il merito è anche del Tribunale, che ha saputo gestire con elevato equilibrio e senso di giustizia l’intera vicenda processuale. Questo è uno di quei casi in cui solo un dibattimento pubblico, come è stato il nostro, può rendere chiara la verità. E così è stato”.

Su un'analoga linea anche il collega Picco: "La vicenda si chiude in modo positivo, facendo emergere la totale buona fede delle persone coinvolte".

 

 

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