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Pro Vercelli | mercoledì 12 settembre 2018, 20:31

La rabbia, ora, mettiamola in campo

PRO VERCELLI: MASSIMO SECONDO E JOSE SAGGIA DOPO IL MANCATO RIPESCAGGIO

La conferenza stampa del presidente Massimo Secondo è finita. Lui esce, sembra avere fretta. Esco anche io, per primo. Ma invece d'andarmene decido di fermarmi dieci minuti al Piola (che per me resterà sempre Robbiano) a vedere le giovanili che si allenano.

Con la coda dell'occhio vedo che ci sono due persone sedute vicine all'ingresso della palazzina: sono Massimo Secondo e il tecnico della squadra, Vito Grieco. Sento solo una frase, non so chi dei due l'abbia pronunciata: «Mercoledì è una partita importante...».

Ci saranno state altre parole prima e dopo la frase Mercoledì eccetera, ma è una frase importante: dopo la retrocessione, dopo settimane di attesa, dopo la grande presa in giro del mancato ripescaggio c'è tanta voglia di ripartire da zero, ma nel migliore dei modi.

E non è solo una volontà che arriva dall'alto dei cieli del panorama Pro Vercelli.

Subito dopo la notizia del mancato ripescaggio, non sono stati pochi quelli che nei social hanno scritto: «E adesso vado a fare l'abbonamento».


«Ho parlato con i giocatori – avevo esordito Massimo Secondo – e ho detto loro che c'è una settimana di tempo per preparare al meglio una partita contro un avversario importante. Lasciamo perdere avvocati e giudici, ora. Ma conserviamo questa rabbia (che è figlia di una retrocessione immeritata, perché Cesena, Avellino e Bari hanno giocato ma non ad armi pari) e mettiamola in campo».

Crede nell'organico, il presidente. Cita Germano, Mammarella. Spera che Comi e Morra «vadano in doppia cifra». Crede in Vito Grieco «che può fare la stessa strada di Moreno Longo».

Ed è arcicontento, il presidente, che in queste prime partite il giocatore che ha stupito tutti è Alessandro Sangiorgi: 18 anni sulla carta di identità, la tempra di un giocatore navigato sul rettangolo verde.

Belle, infine, le parole di Jose Saggia.

«Per la prima volta, in questa calda estate, siamo andati tutti nella stessa direzione: società, tifosi, istituzioni, giornalisti. Mi sono sentito parte di una comunità e mi sono sentito orgoglioso di questa comunità. Questa compattezza io spera rimanga, perché solo così riusciremo a disputare un campionato importante».




Remo Bassini

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