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Economia | venerdì 10 agosto 2018, 11:15

Il taeg non è chiaro? L'arbitro bacario dà ragione al cittadino

Importante sentenza ottenuta a Bari dal team di legali di ‘Sdl Centrostudi Spa’ per un correntista cui avevano spacciato per accessoria una polizza assicurativa obbligatoria

Il taeg non è chiaro? L'arbitro bacario dà ragione al cittadino

E’ bene prestare sempre massima attenzione quando si firma per una qualsivoglia linea di credito.
La banca non aveva incluso il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) all’interno del costo complessivo della polizza assicurativa di un finanziamento personale, contratto nel 2009 da un cittadino del Sud.
Con l’ulteriore aggravante che l’istituto di credito avrebbe rappresentato al cliente in oggetto la possibilità di stipulare, per sua maggior tutela, anche una copertura assicurativa, data contrattualmente dall’istituto come accessoria e facoltativa, ma che in realtà, per legge, aveva invece natura obbligatoria.
E, dunque, con il chiaro obbligo di una determinazione del TAEG stesso al suo specifico interno che nel caso di specie, con l’inclusione degli stessi costi assicurativi, ha toccato quota globale 11,40%, superando così di gran lunga il tasso del 10,78% previsto dal contratto.
Il Collegio di Bari dell’Arbitro Bancario e Finanziario cui il consumatore protagonista della vicenda ha opposto reclamo, ha evidenziato l’efficacia delle contestazioni specifiche avanzate dal cittadino in questione all’istituto di credito, suffragate da perizie risultate attendibili ed efficaci al buon esito della controversia.
Che, grazie alla professionalità del pool di esperti di SDL Centrostudi Spa’, dal 2010 la prima azienda italiana leader nella lotta alle iniquità di banche e Fisco ingiusti fondata da Serafino Di Loreto, ha potuto ottenere giustizia.
L’Arbitro, infatti, ha promulgato una sentenza favorevole al cittadino, disponendo con effetto immediato che l’istituto di credito rideterminasse il piano di ammortamento applicando il tasso sostitutivo di legge. E generando, dunque, un consistente rimborso al ricorrente per l'eccedenza indebitamente percepita, per un importo complessivo di € 12.435,23.
“Casi come questi sono più diffusi di quel che si pensi”, commenta soddisfatto Serafino Di Loreto. “Banche e finanziarie vanno combattute sul loro stesso terreno, quello dell’analisi dei dati. Solo così è possibile ottenere efficacemente giustizia nei confronti di tutte quelle vessazioni nascoste nei conti correnti a insaputa dei risparmiatori, che non fanno altro che arricchirle senza titolo”, conclude serafico il fondatore di SDL Centrostudi Spa’.

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