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Economia | mercoledì 08 agosto 2018, 16:14

Polioli, l'ennesimo passo indietro

SALVI ALCUNI POSTI DI LAVORO, MA A CARO PREZZO, DICE LA CGIL

Polioli, l'ennesimo passo indietro

L’intesa raggiunta sulla vertenza Polioli non ha nulla di innovativo, se non la perdita occupazionale e di diritti dei lavoratori. Siamo di fronte all’ennesima involuzione industriale per il nostro Paese.


Nella giornata di lunedì scorso è stata definita l’intesa della vertenza Polioli, vicenda che ha surriscaldato la già torrida estate

vercellese. La sottoscrizione dell’accordo non porta però un gran sollievo e chi in ha mostrato soddisfazione per l’intesa
raggiunta forse difetta nel comprendere quanto l’intera vicenda sia elemento di ulteriore frustrazione tra i lavoratori.

L’esito della consultazione emerso dall’assemblea dei lavoratori è un dato che è stato abilmente carpito e che per correttezza nei loro confronti, non dovrebbe essere almeno usato in maniera ‘pilatesca’.

L’intera operazione che nulla ha d’innovativo, se non la perdita occupazionale e di diritti dei lavoratori, non porta con sé neppure
un vero piano industriale. Siamo di fronte all’ennesima involuzione. Il fatto d’aver salvato una parte della forza lavoro è certo un
dato importante ma il prezzo pagato e il metodo attuato sono precursori di scenari non rasserenanti. L’intesa collettiva e le
conseguenti pattuizioni individuali rivestono solo ed esclusivamente un compito asseverativo delle volontà padronali:
ed è questo uno fra i tanti motivi per cui non abbiamo condiviso l’intesa. Se questo precedente si replicherà in altre
occasioni, diventa spontaneo preoccuparsi per quanti programmati avvicendamenti societari assisteremo.


In particolare, emerge la portata del processo di deindustrializzazione che colpisce aree sempre più vaste del nostro Paese.

Lavoratori e famiglie precipitano nel disagio sociale, altro che crescita o produttività: il nostro sistema economico diventa più
povero e più debole in particolare se rapportato alla competizione internazionale.

La situazione stagnante e regressiva delle economie generate dal lavoro reale (occupazione e salari in primis) sono tali da
imporre un progetto innovativo, una politica industriale che consenta una crescita, basata su modelli di sviluppo sostenibile tanto
a livello economico, quanto sociale e ambientale. Quanto perpetrato in Polioli non ha nulla di tutto questo.

Quanto accaduto è invece una vecchia ricetta che ben rappresenta il fallimento sociale e politico di un territorio e del nostro

Paese.

REDAZ

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