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Politica | martedì 07 agosto 2018, 23:58

"Ponte sul Po: dieci anni non son bastati neppure per il progetto"

INTERVENTO DELL'EX SINDACO DI TRINO, GIOVANNI RAVASENGA: "ANCHE IL VERCELLESE HA LA SUA GRANDE OPERA INCOMPIUTA. EPPURE DI SOLDI NE SONO STATI SPESI PARECCHI..."

"Ponte sul Po: dieci anni non son bastati neppure per il progetto"

Dopo le disastrose alluvioni del 1994 e soprattutto del 2000 se ne parlò come di un'opera fondamentale. Nel 2008 la variante al Piano per l’assetto Idrogeologico dell’asta di Po compresa tra le confluenze di Dora Baltea e Tanaro evidenziava l’ampliamento del ponte sul Po di Trino tra le opere conclusive della Fase 1 post-alluvione 2000. Successivamente, il 12 febbraio 2009 a Torino, fu sottoscritto il protocollo di intesa tra Regione, Provincia (soggetto attuatore) e Comuni interessati.

Ma in quasi dieci anni il progetto non ha ancora raggiunto la fase definitiva nonostante i circa 780.000 euro di spesa. Problemi su problemi - e i tempi biblici delle opere pubbliche italiane - fanno sì che anche il ponte sul Po rischi di finire tra le tante incompiute del nostro Paese. A ripercorrerne le tormentate vicende, in una lettera inviata a Regione, Provincia e Comcune di Trino è Giovanni Ravasenga, ex sindaco, ex consigliere comunale che da sempre si è battuto per veder realizzato questo intervento.

"Si tratta di un'opera necessaria - spiega - ma non trovo altra definizione con cui indicarla se non opera al rallentatore".

Poi Ravasenga entra nei dettagli: "La progettazione delle opere in capo alla Provincia di Vercelli quale soggetto attuatore: l'iter è alla fase quasi definitiva, pare con ancora molti interrogativi da risolvere e le cui scelte e/o decisioni risulterebbero di competenza Regionale. Quindi a distanza di dieci anni, disponiamo di un progetto neppure a metà. Altro che percorso biblico. Inoltre non è dato conoscere quali sono le motivazioni di questo decennale ritardo o meglio di questa melina, che comunque non ha giustificazione alcuna, qualunque esse siano. Per queste opere, la Regione Piemonte ha riconosciuto alla Provincia di Vercelli la copertura finanziaria sino alla progettazione definitiva che non è stata ancora approvata in virtù degli interrogativi di carattere tecnico-ambientale ancora da definire: dopo dieci anni!".

Un silenzio, quello delle istituzioni torinesi, che Ravasenga non sa spiegarsi: "Sull’ampliamento del ponte di Trino più volte ho scritto a Provincia e Regione semplicemente per conoscere le motivazioni di queste ingiustificabili tempistiche. Le risposte della Provincia erano di attesa sulle decisioni regionali, vincolanti per il prosieguo dell’iter. Dalla Regione invece, anche dal presidente, nessuna risposta, a nessuna delle comunicazioni inviate. Una brutta caduta di stile..."

Ora, nei giorni in cui la Regione scende in campo per difendere le grandi opere pubbliche (soprattutto la Tav), Ravasenga chiede una svolta anche per il ponte di Trino. "Questa semi progettazione decennale è comunque una spesa pubblica, il cui risultato è semplicemente quello di aggiungere un’altra opera incompiuta al già lungo elenco nazionale (circa 300), nel clima della più totale indifferenza per la messa in sicurezza del Territorio e delle Comunità che lo abitano. Sgnor presidente - è l'appello finale - estenda la sua difesa del territorio anche alla sicurezza delle aree a rischio e delle persone che abitano e vivono in aree che lei forse classifica di secondo piano rispetto alla centralissima Città Metropolitana di Torino. Resti della determinazione che questo ponte s’ha da fare, senza se e senza ma; ma non con la tecnica del rallentatore come di fatto sta accadendo da dieci anni..."

 

redaz

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