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Economia | martedì 10 luglio 2018, 18:29

Diversificare in maniera semplice

La diversificazione in ambito economico e finanziario è sempre stato un caposaldo di una strategia di investimento lungimirante. Ad oggi, è possibile ottenere un buon livello di diversificazione in maniera semplice e automatica.

Ad oggi, il mondo è globalizzato. Molti possono criticare o lodare questo fatto, ma difficilmente è qualcosa che cambierà nel breve periodo. Quello che possiamo fare è coglierne i vantaggi e sfruttare le molteplici possibilità offerte da un ecosistema sempre più interconnesso.

Una di queste possibilità è ravvisabile in ambito economico e finanziario. Certamente vi sono dei rischi ma l’altro lato della medaglia presenta possibilità impensabili fino a pochi anni fa. Nel campo degli investimenti il nuovo terreno di gioco è globale e sarebbe folle pensare di investire in un solo Paese.

In effetti, non è mai saggio mettere tutte le uova nello stesso paniere. Come vale per le uova, questo principio vale anche per l’investimento in titoli azionari e altri strumenti finanziari. Di fatto, stiamo presentando il principio della diversificazione. Un esempio molto semplice di diversificazione è offerto dagli indici e il Financial Times offre una buona grafica sui principali indici. Prima di spiegare gli indici, vediamo come si può diversificare.

 

Diversificazione geografica, ma non solo

Detto in maniera molto semplice, la diversificazione è volta a proteggerci da tutto quello che non possiamo prevedere. Questo non è riferito solamente alla nostra capacità previsionale ma anche a quella degli istituti finanziari o di qualsivoglia intermediario finanziario. È semplicemente impensabile che qualcuno possa prevedere tutti i possibili scenari futuri e per questo motivo si ricorre alla diversificazione.

In genere, una buona diversificazione tiene conto di tre fattori chiave:

1.      Diversificazione geografica.

Come già detto sopra, sarebbe poco accorto investire tutti i propri risparmi in un solo Paese. Un modo per minimizzare il rischio associato ai movimenti del mercato è distribuire gli investimenti in molti Paesi. Investire in un unico Paese è rischioso poiché significa scommettere sulle politiche economiche e monetarie di un singolo ente politico. D’altro canto, investire in Paesi esteri include altri rischi come una maggiore volatilità nei mercati in via di sviluppo, rischi sistematici e rischi nel cambio valuta (che potrebbero essere positivi o negativi). Per investire in Paesi esteri è possibile comprare titoli di stato esteri o titoli di aziende che operano in altri Paesi, nonché indici che si focalizzano su un preciso settore (ad esempio l’energia) ma in diversi Paesi.

 

2.      Diversificazione di settore e azienda.

Investire in settori diversi non è mai stato così semplice. Un buon portafoglio dovrebbe comprendere investimenti in più settori a bassa correlazione. In questo modo, ad esempio, un’improvvisa flessione dell’investimento in una azienda del settore dell’energia sarà compensata da un aumento dell’investimento in trasporti.

La cosa positiva è che vi sono indici che potrebbero essere ideali per un investitore. Un esempio è l’indice UK100. L’indice UK100 è un esempio di come un investitore italiano potrebbe ottenere una buona diversificazione geografica, settoriale e aziendale. In effetti, l’indice include le 100 aziende britanniche con la più grande capitalizzazione di mercato. Ovviamente, questo include aziende diverse appartenenti a diversi settori e basate all’estero.

 

3.      Diversificazione di asset.

La diversificazione di asset è un tema altrettanto importante. Nel caso dell’indice UK100, la diversificazione avviene in tema geografico, settoriale e aziendale ma non tipologico. L’indice include esclusivamente titoli azionari pertanto non diversifica gli asset. Un buon portafoglio dovrebbe includere diversi asset per diversificare il rischio. Esistono molti tipi di asset, a partire da azioni e obbligazioni, che spesso presentano un basso livello di correlazione.

 

Come diversificare facilmente?

Si potrebbe affermare che l’unione (di molti asset diversi) fa la forza. Per questo molti investitori privati e istituzionali investono su molti asset diversi piuttosto che su un unico asset. Nel mercato degli investimenti gli indici vengono utilizzati per distribuire l’investimento di un singolo investitore su diversi prodotti finanziari. Alcuni indici sono citati quotidianamente dai notiziari come nel caso dello S&P500, del Dow Jones e, per quanto riguarda l’Italia il FTSE MIB.

 

Diversificare l’investimento al giorno d’oggi è semplice e possibile attraverso molti strumenti. Il modo più semplice è quello di operare su un indice attraverso una piattaforma web come è possibile fare per UK100. Come si vede nella piattaforma, il movimento di un indice può essere visualizzato come il movimento di un qualsiasi altro asset finanziario, ossia attraverso un grafico. Il seguente grafico rappresenta il movimento dell’indice UK100.

 

Chi avesse comprato l’indice UK100 a inizio 2017 ad oggi sarebbe soddisfatto dell’andamento poiché lo UK100 è passato da un valore di circa 6900 all’attuale 7300. Chiaramente questo è solo un esempio e vi sono molti altri indici che possono performare in maniera migliore o minore.

Quali sono i rischi?

Operare con gli indici dovrebbe ridurre il rischio. Tuttavia, il rischio non è mai azzerato. Nel caso di UK100 l’aumento del valore dell’indice dovrebbe tenere in considerazione il decremento del valore della sterlina rispetto all’euro. In generale, i fattori da tenere in considerazione sono due:

·         Volatilità

·         Rischio valuta

Nel caso di indici legati a settori o aziende in Paesi in via di sviluppo i rischi aumentano notevolmente. Vi è una maggiore volatilità dell’indice e un apprezzamento o deprezzamento della valuta molto più ampio rispetto a valute come l’euro, la sterlina o il dollaro. Queste variazioni possono portare ad effetti positivi o negativi sull’investimento.

In conclusione, possiamo affermare che la diversificazione è importante e dovrebbe tenere conto di almeno tre fattori come la geografia, il settore e le aziende e gli asset. Inoltre, i suggerimenti di un consigliere finanziario indipendente dovrebbero sempre essere tenuti in considerazione.

 

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