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Politica | 27 giugno 2018, 22:11

Niente referendun, niente fusione con Sali

ALTRA BOCCIATURA PER IL PROGETTO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

L'intervento di Michele Gaietta

L'intervento di Michele Gaietta

 

Il consiglio comunale parte con 20 presenti: 14 di maggioranza, 4 SiAmo Vercelli, Catricalà (Movimento 5 Stelle) e Pasquino (Vercelli Amica). E' evidente che la delibera sulla modifica dello statuto comunale per inserire la possibilità di indire il referendum consultivo relativo alla fusione con Sali è gìà spacciata. La maggioranza da sola non ha i voti per far passare la modifica allo statuto e, dalla minoranza, è evidente che non arriverà alcun aiuto.

Parte subito Gianluca Zanoni: "Abbiamo riso mezzora quando abbiamo letto che il vantaggio per Vercelli è rappresentato dall'ampliamento territoriale e che la decisione della fusione è nata in maniera occasionale dall'incontro degli amministratori. Noi avevamo chiesto uno studio sui costi e i benefici e non abbiamo avuto niente. Per questo motivo ci asterremo".

Ma anche "in casa", non è che siano tutte rose e fiori. "Mi asterrò come avevo già fatto nella votazione precedente - è l'intervento di Norberto Greppi del Gruppo Misto - avevo chiesto costi e benefici di quest'operazione. Invece non ci è stato dato niente di tutto ciò. In più queste due amministrazioni comunali sono in scadenza: non capisco perché debbano vincolare il futuro dei cittadini e dei loro successori".

Intanto, alla spicciolata, arrivano prima Massimo Materi e Carolina Piccioni di Forza Italia e poi Enrico Demaria e Maurizio Randazzo di Vercelli Amica e Alessandro Stecco della Lega Nord.

A dar manforte al sindaco ci provano Michele Gaietta e Daniele Peila. "Siamo in campagna elettorale e la minoranza cerca di giustificare con motivazioni pseudo scientifiche quelle che in realtà sono solo motivazioni politiche - dice il primo - ma questo non è fare il bene dei cittadini".

"Basta un numero per capire la bontà dell'iniziativa - aggiunge Peila - il Comune di Sali ha un bilancio di 150 mila euro. Solo con il contributo regionale del primo anno, possiamo pagare le spese per dieci anni".

La discussione man mano degenera senza aggiungere nulla a quelle che sono le posizioni di partenza. A chiudere l'agonia della delibera relativa alla varizione dello statuto comunale è alla fine il sindaco. "Basterebbe aver letto il documento relativo agli introiti che il Comune Vercelli avrebbe avuto dalle tasse e dalle imposte di Sali a sostenere le spese. Ma tant'è: si capisce benissimo che la minoranza ha scelto questa serata per avviare la campagna elettorale".

Alla fine, dunque, si va al voto: 15 favorevoli e 10 astenuti. Il punto non passa.

redaz

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