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Attualità | 26 giugno 2018, 02:19

Scatole arancioni con autovelox dentro

SENZA CARTELLO CHE AVVISA L'AUTOMOBILISTA DEL CONTROLLO E SENZA PATTUGLIA (CHE POI LO FERMI) NON POSSONO MULTARE

Scatole arancioni con autovelox dentro

La settimana scorsa vi abbiamo parlato degli autovelox e delle norme che lo regolamentano. Abbiamo spiegato come deve essere utilizzato affinché le multe siano legittime e di come però, forse troppo speso, alcuni Comuni lo usino al confine della legge o di come, con escamotage legali, li utilizzino solo per fare cassa.

Oggi vogliamo parlarvi dei “Velo OK” che sono quelle colonnine arancioni che stanno proliferando anche in provincia di Vercelli. Va subito detto che non sono autovelox, ma solo dei contenitori e non sono mai in grado, così per come li vediamo, di erogare multe.

QUANDO POSSONO MULTARE - Certamente all’interno può essere posizionato un autovelox, ma in quel caso non ci troveremo la scena come siamo abituati a vederla. Infatti, almeno 80 metri prima dovrà essere messo l’apposito cartello temporaneo di “controllo elettronico della velocità” e subito dopo, e ben visibile, dovrà esserci la pattuglia per fermare obbligatoriamente i trasgressori. Dunque, come abbiamo spiegato la settimana scorsa: su strade urbane a una corsa per senso di marcia senza cartello e pattuglia la multa è illegittima.

ALCUNI NON POTRANNO MAI MULTARE - E alcuni di questi “Velo Ok” sono addirittura inutilizzabili: pensiamo a quelli posti subito dopo un’intersezione dove non si può mettere il cartello di preavviso nei limiti imposti dalla legge. Negli 80 metri tra il cartello e l’autovelox, infatti, non possono, ovviamente, esserci intersezioni.

Ma allora perché nascondere (quando c’è) l’autovelox che per legge deve essere invece ben visibile e ben segnalato? Perché questi dispositivi sono come degli spaventapasseri che dovrebbero avere il compito di spaventare l’automobilista e di farlo rallentare.

MA QUANTO COSTANO QUESTI BOX ? - Sul web non abbiamo trovato le delibere di acquisto dei comuni della provincia di Vercelli, ma analizzando quelle di altri comuni del nord Italia abbiamo visto che il costo di questi box si aggira tra i 1.500 € e 2.500 € l’uno. Insomma, decisamente costosi per essere solo degli “spaventaautomobilisti”.

Proprio per questo, qualche anno fa l’inviato de “Le Iene” Mauro Casciari nella sua inchiesta aveva chiesto un preventivo ad alcuni artigiani locali che per costruire un box molto simile a quello del “Velo Ok” chiedevano solo poche centinaia di euro.

Ricapitolando: non hanno una utilità né preventiva (perché senza cartello e pattuglia non possono multare), sono costosi e, come se non bastasse, secondo l’ex ministro dei trasporti Lupi sono addirittura pericolosi. Quattro anni fa, infatti, rivolto ai sindaci riguardo i Velo Ok scrisse:« sono fuori legge e possono essere pericolosi».

Ci chiediamo allora per quale motivo sempre più comuni si stiano dotando di questi box. Se serve solo a scopo preventivo potrebbero cercare soluzioni più economiche, mentre se hanno l’intenzione di posizionare un vero autovelox perché non metterlo, a costo zero, sul cavalletto come fa la Polizia Stradale ?

Rispettare  i limiti di velocità è giusto e deve farlo ogni cittadino, ma anche i sindaci devono rispettare le regole e spendere i soldi pubblici nella maniera corretta. Recentemente infatti la Corte dei Conti ha condannato il comandante della Polizia Locale di Matera a pagare oltre 152.000 € come risarcimento per aver posizionato un autovelox in modo irregolare. Se questa sentenza farà scuola ne vedremo sicuramente delle belle.

Matteo Romano

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