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Attualità | giovedì 14 giugno 2018, 13:38

Ci eravamo tanto amati... Ma anche no, grazie

COM'E' FINITA LA STORIA DELLA COMMERCIANTE CHE HA RICEVUTO 1800 ROSE DA UNO SPASIMANTE?

Non avrei mai pensato di poter scrivere di gossip qui, a Vercelli.

E invece, improvvisamente (o quasi) la mia amica Benedetta si vede recapitare 1800 rose in negozio da un ammiratore (semi) segreto. Non volevo assolutamente esprimermi in merito (troppo si è detto e troppo si è scritto), ma viste le reazioni sui social e l'invito (declinato) a La Vita in Diretta, mi sono sentita di intervenire.

"Se vai in tv senza prima passare da me ti disconosco", le dico. "Ma no, ma che tv. Anzi guarda dimmi tu come rispondere a questa gente perché sento che risponderò male" mi dice.
Benedetta (per tutti La Biri) è una classe '89, vive in un piccolo paese alle porte della città con la sua Zelda (un amstaff color tortora scuro) ed è proprietaria di una gioielleria sul corso principale di Vercelli. È bella, solare, simpatica. E aggiungerei avvenente. Ma molto poco paziente in merito ad alcune  faccende.

"Non so cosa sia preso a questo tizio. Non lo conosco nemmeno e, soprattutto, non mi interessa conoscerlo. Lo ringrazio moltissimo per le rose (un po' meno per il troppo rumore nato attorno alla notizia) ma davvero non c'è storia"

"Ma non ti ha lusingata questo regalo? Dopotutto parliamo di circa 7000 euro di fiori" "Appunto. Di fiori. Non voglio dire che abbia buttato via i soldi, ma sì. Un gesto un po' troppo plateale. Bastava molto meno e comunque sarebbe stata sempre no la risposta". Chissà, magari ha una serra...


Siamo sedute sullo scalino del suo negozio, mentre parliamo due persone si fermano e le stringono la mano "Complimenti!" E sorridono. "Ma li conosci?" "Ma no, figurati" mi risponde con gli occhi sbarrati. E via un'altra persona "Posso stringerle la mano?" . Io inarco sempre più il sopracciglio, incredula. Lei mi dice che è allibita dal  comportamento della gente, in generale, ma soprattutto sui social. "Me ne stanno dicendo di tutti i colori. Per via del fatto che non sono uscita con lui a cena".

Mi giro e vedo che le rose sono state chiuse in grandi sacchi neri, ognuno legato con un cordino. Mi viene in mente un romanzo della Cornwell e penso che forse  è meglio che non siano usciti a cena. Coi tempi che corrono. Ridiamo. Oggettivamente sembra di stare davvero in una camera mortuaria. "Detesto questo odore" mi dice facendo una smorfia.

Gira il volto e perde lo sguardo nel vuoto. Sorride. "A cosa pensi?" "Penso a quello che non ha avuto bisogno di regalarmi 1800 rose per conquistare il mio cuore".
Ed ecco svelato il grande segreto.
La vita, in fondo, è molto più semplice di quanto non si creda.

Cristiana Folin

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