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Attualità | giovedì 07 giugno 2018, 19:19

"Viviamo nel triangolo maledetto e l'oncologia non c'è più"

LETTERA DEI SINDACATI ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA': IL DAY HOSPITAL NON BASTA PER FAR FRONTE A TUTTE LE ESIGENZE DI MALATI E PAZIENTI

"Viviamo nel triangolo maledetto e l'oncologia non c'è più"

Oncologia: a due anni dalla alla soppressione dei posti di letto di degenza dei malati, Cgil, Cisl e Uil scrivono alla Regione per fare il punto sulla situazione e, soprattutto sui disagi che  pazienti e familiari devono sobbarcarsi.

In una nota firmata da Luca Quagliotti, Roberto Bompan e Maria Grazia Mosca si fa notare come "tali patologie in Piemonte sono aumentate del 9,8%. Nel solo anno del 2017 sono stati registrati 30.900 nuovi casi (16.200 uomini e 14.700 donne) contro i 28.128 del 2015. In questo contesto l’area maggiormente interessata risulta essere quella tra il canavese, Casale e vercellese. L’utilizzo dei pesticidi, il “vecchio” nucleare, gli insediamenti produttivi dismessi e quelli ancora in uso e non bonificati, sono fattori che hanno determinato l’insorgenza nella provincia vercellese di percentuali, di alcuni tumori, superiori ad altre provincie".

Uno scenario in cui "la disposizione regionale, scelta da noi non condivisa, con la quale è stato soppresso il reparto di Oncologia dell’ospedale di Vercelli, mantenendo esclusivamente l’attività di day hospital, non corrisponde a quello che si dice venire incontro ai fabbisogni del cittadino - fanno notare i sindacati -. A ciò si aggiunga che, a partire dal momento in cui si è reso esecutivo il provvedimento, ha avuto inizio un'alquanto discutibile presa in carico del malato oncologico.  Nonostante le diverse segnalazioni e solleciti da parte sindacale, ciò che rimane dell’oncologia ovvero il ricovero in Day Hospital continua a funzionare solo grazie all’alta professionalità, senso di responsabilità ed abnegazioni di tutti gli operatori: infermieri, medici e Oss. Le condizioni strutturali e soprattutto il numero degli organici è nettamente insufficiente rispetto ai requisiti minimi previsti dal ministero e chi lavora, opera in situazioni al limite della sicurezza".

I sindacati ricordano come il regime di ricovero ordinario avviene per lo più nel reparto di Medicina e questo determina un alto utilizzo dei posti letto con la conseguenza di un sovraffollamento di ricoveri di area medica e in area chirurgica, l’allungamento dei tempi di attesa al Dea e una crisi sistematica in caso di “emergenze” quali le crisi influenzali e le ondate di caldo. 

"Nonostante tutte queste criticità - proseguono in sindacati - anche quest’ anno nel periodo estivo, la Direzione è stata costretta a ricollocare e ridurre i posti letto del cosiddetto reparto AMAP (pre-Hospice) per le cure palliative, in modo da poter far fronte alla cronica carenza infermieristica del Sant’Andrea. Per completezza di informazione le segnaliamo che tali posti letto in realtà, durante l’anno, non hanno solo funzionato da pre-Hospice ma anche da degenza ordinaria oncologica. A fronte di questo non c’è stato un adeguamento del numero di personale".

La situazione peggiore, ovviamente, è quella vissuta dal malato: "Ogni qualvolta si prospetta una degenza ordinaria che necessita di un ciclo di chemioterapia o un allungamento di assistenza palliativa - si legge - inizia per il malato e i suoi familiari, una vera e propria odissea. L’unico Hospice è a Gattinara circa 40 chilometri dal capoluogo. In questi giorni dunque più che mai un malato oncologico che necessiterà di un posto letto sarà oggetto di soluzioni arrangiate. Siamo d’accordo con la Direzione quando sostiene la necessità di non trasferire il paziente presso altre Aziende Ospedaliere, ma non siamo d’accordo se questo avviene con risposte estemporanee ed ai limiti della sicurezza".

Secondo i sindacata, dopo due anni, il bilancio è chiaro: "se vogliamo dare reali risposte ai fabbisogni della popolazione vercellese sono necessari posti letto dedicati in camere attrezzate, con il necessario numero di personale con formazione continua e adeguatamente sorvegliato. Per questo ci auguriamo che l’amministrazione regionale abbia la volontà di ritornare, per quanto riguarda l’oncologia vercellese, sulle proprie decisioni"

redaz

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