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Salute | sabato 26 maggio 2018, 19:49

Il cibo: la più potente medicina, ma non sempre...

CONFERENZA DI GIADA BERNARDINELLO, NUTRIZIONISTA E BIOLOGA

Il cibo: la più potente medicina, ma non sempre...

«Ho avuto problemi di sovrappeso per tutta la vita. Facevo diete, perdevo peso, ma poi lo riacquistavo. Finché un giorno ho incontrato la dottoressa, e da allora mi sento bene, mangio bene e naturalmente ho perso peso».

Siamo a Santa Marta, Asigliano.Una trentina circa di persone hanno ascoltato la breve conferenza – organizzata con la collaborazione di Pachamama Biosfuso - di Giada Bernardinello, nutrizionista e biologa vercellese (ha due studi: uno a Vigevano e uno a Vercelli, in via Marangoni 2/A).

«Tanti vengono da me e oltre al sovrappeso hanno problemi vari, come la pressione e il colesterolo alti, il diabete. E assumono farmaci. In realtà tutto o quasi dipende dal peso eccessivo. Guardate il mondo animale: non c'è obesità. Gli animali diventano obesi solo quando sono nutriti dall'uomo» ha detto la nutrizionista.

Che ha spiegato cosa non è dieta. Non è dieta perdere peso ogni tanto, adesso per esempio molti hanno in mente la “prova costume”. E non è dieta pensare a mangiare in modo sterile, triste e arido.

«La dieta è uno stile di vita ed è anche colorata dai prodotti naturali» ha spiegato la dottoressa Bernardinello.

«In passato c'erano meno problemi, perché il cibo era migliore e la gente era abituata a muoversi. Guardate che il vero problema del cibo non è la qualità, il vero problema è la qualità. Purtroppo mangiare male è comodo: si va al supermercato senza fare distinzione tra ciò che è alimento e ciò che è solo commestibile. Ci si nasconde dicendo che non abbiamo tempo per pensare al cibo, ma guardate che chi non ha tempo per una sana alimentazione poi dovrà dedicare del tempo per curarsi da varie patologie».

Cosa mangiare e cosa non mangiare, dunque?

Sul banco degli imputati gli zuccheri, al primo posto. Più se ne assumono (dolci, pane e pasta) e più siamo dipendenti, né più né meno come la dipendenza da cocaina: le zone del cervello che “ci chiedono” zucchero sono sovrapponibili a quelle che generano dipendenza da cocaina.

Insomma «se il cibo crea dipendenza ne trae giovamento l'industria. Asvete mai visto qualcuno che sente la necessità di mangiare cavolfiori o carote? No, questo succede per il dolce, questo succede per il salato».

La grande lezione, insomma, è questa: tutto ciò che è naturale non dà assuefazione.

E poi. «Se noi al cervello non diamo nutrimenti - cibo sano, come frutta, verdura, legumi, semi oleosi – il cervelli ha sempre fame».

Insomma, mangiamo tanto, mangiamo troppo, mangiamo male.

«E così ricorriamo a farmaci che hanno tutti controindicazioni ed effetti collaterali» ha detto la Bernardinello.

Occorre quindi fare movimento, occorre quindi evitare zuccheri e limitare le proteine: meno latticini e mano carne si mangia e meglio è.

Il gran finale è questo: «Il cibo che mangiamo può essere la più potente medicina, oppure la più lenta forma di malattia».

Spazio, alla fine, alle domande.

E lo yogurt? «Il lattosio, a diferenze dei latticini, è già fermentato, quindi non reca danni all'intestino».I formaggi? «Se potete acquistateli dai pastori. Non dovrebbero contenere estrogeni o antibiotici».Va bene il latte quando c'è carenza di calcio? «No, perché il latte, che è ricco di calcio, è anche acido e così il nostro organismo, per compensare, ne sottrae alle ossa».Un bichiere di vino? Una birra? «L'ho detto prima, la dieta non deve essere qualcosa di triste. Va bene un bicchiere di vino a pasto, va bene una birra quando si esce con gli amici».

Remo Bassini

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