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Cronaca | 22 maggio 2018, 07:11

Accoltellò la moglie che voleva lasciarlo: muratore a processo

L'ACCUSA CHIEDE UNA CONDANNA A SEI ANNI DI CARCERE PER MASSIMILIANO CIRILLO

Accoltellò la moglie che voleva lasciarlo: muratore a processo

Sei anni di carcere: è la pena richiesta dal pubblico ministero Davide Pretti nei confronti di Massimiliano Cirillo, muratore 37enne originario di Napoli e residente a Gattinara che, proprio un anno fa, colpì con otto coltellate la moglie, Nunzia Di Giulio 28 anni.

Lunedì il muratore, arrestato subito dopo l'aggressione e da allora detenuto, è comparso davanti al giudice Fabrizio Filice per rispondere dell'accusa di tentato omicidio. Difeso dall'avvocato Andrea La Francesca, Cirillo ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, che, in caso di condanna, consente all'imputato di ottenere lo sconto di un terzo della pena. A rappresentare la vittima, che si è costituita parte civile, è l'avvocato Anna Binelli.

Nunzia Di Giulio, che da qualche tempo si era allontanata dal marito e che gestiva un negozio di caramelle davanti alla chiesa parrocchiale di San Pietro, quella mattina era andata a prendere i due bambini che avevano trascorso il fine settimana con il padre, per accompagnarli a scuola. Ad attenderla, sulla porta dell'appartamento di via Verdi, aveva trovato Cirillo che, coltello in mano l'aveva trascinata nello scantinato e l'aveva colpita sei volte, per fortuna senza ledere organi vitali.

leggi anche: TENTATO OMICIDIO A GATTINARA

Spinta dalla forza della disperazione, la donna era riuscita a fuggire e a chiedere aiuto raggiungendo la caserma dei carabinieri, a qualche centinaio di metri di distanza dal luogo dell'aggressione. In seguito alle coltellate, Di Giulio, portata all'ospedale di Borgosesia, dovette subire l'asportazione della milza. In considerazione delle conseguenze patite per quella aggressione, la parte civile ha chiesto, oltre a una sentenza di condanna, anche il riconoscimento di un danno da definirsi in sede civile, con una provvisionale di 50mila euro. L'avvocato La Francesca, invece, ha chiesto la riqualificazione del reato in lesioni personali e il minimo della pena. Rigettata dal gup la richiesta di trasformare la misura cautelare in arresti domiciliari.

La sentenza è attesa la prossima settimana.

 

 

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