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Pro Vercelli | 21 maggio 2018, 14:53

Pro Vercelli: il presidente può dire tre cose domani alla stampa

DI CHI E' LA COLPA DELLA RETROCESSIONE? CONTINUA IL TORMENTONE

Pro Vercelli: il presidente può dire tre cose domani alla stampa

Non ho la più pallida idea di ciò che dirà il presidente della Pro Vercelli, domani in conferenza stampa.

Leggo sui social che c'è una sorta di gara nel dare la colpa o a Grassadonia, o a Varini (è il maggior imputato), o a Secondo (Varini e Grassadonia, il secondo indirettamente, li ha scelti lui).

Tempo addietro, quando ancora la squadra sembrava potersi salvare, forse dopo la gara interna con l'Avellino, mi disse che stava pensando a lasciare. Era stufo di arbitraggi sfavorevoli e tensioni continue. E mi disse pure che qualche acquisto si era rivelato sbagliato.

Torno però indietro indietro, alla prima conferenza stampa di Secondo, a luglio, alla Meeting art, quando venne presentato Grassadonia.

Disse che a dispetto dei pronostici degli scommettitori, che davano la Pro Vercelli ultima e retrocessa, ci saremmo salvati magari all'ultima partita. Ma disse anche che il campionato era più tosto dell'anno passato perché il grosso delle società di B non aveva badato e non stava badando a spese per acquisti e ingaggi.

Non ci siamo salvati e siamo incavolati neri, tutti quanti: ma che la Pro Vercelli potesse retrocedere era una previsione oggettiva, di tanti addetti ai lavori.

Ma soffermiamoci su un altro aspetto. La Pro Vercelli è una società sana. Anche ambita da giocatori e procuratori. Ma ha un budget limitato.
Ci vorrebbe, dunque, un presidente che caccia fuori tanta grana, giusto? Giusto.

Allora, ogni tanto spuntano possibili acquirenti. Ne ricordo uno anni fa (dirigevo La Sesia). Si presentò come il salvatore della patria, ma non era vero niente. Fece solo perdere del gran tempo.

Qualcuno dice che Massimo Secondo ha il braccino corto. Non lo so. Ma ricordo cosa si diceva in giro il primo anno di B, quando nella seconda parte del torneo (con Camolese e poi il ritorno di Braghin) fu praticamente rifatta la squadra. Ci si chiese: ma dove il ha tirati fuori i soldi Massimo Secondo? Magari non spese niente, magari spese quanto poteva, magari spese troppo.

Noi però sappiamo che un eventuale acquirente della Pro Vercelli acquisirebbe una società sana, e non è poco.

Da Secondo a Grassadonia. Di lui ho detto già cosa penso: tutto il bene possibile. Ha sbagliato, come può sbagliare qualsiasi tecnico. Ma la Pro Vercelli di quest'anno faceva acqua da tutti le parti ad eccezione del centrocampo di Vives, Germano e Castiglia; quest'ultimo è calato un po' a fine stagione, ma forse anche grazie a Grassadonia è diventato un giocatore appetibile da tante squadre di B. Nel 3-5-2, poi, il reparto era completato da Ghiglione e Mammarella, che purtroppo non avevano sostituti. Ma se accanto a questo cinque – Ghiglione, Germano, Vives, Castiglia, Mammarella – ci fosse stata una difesa un po' un po' e un attacco un po' un po' sarebbe stato un altro campionato.

Oppure... accontentiamoci di poco. Immaginate che accanto a questi cinque ci siano Provedel e Luperto: cambierebbe tutto. Andrebbe bene anche il resto della squadra, attacco compreso.

E veniamo a Varini.

Chi di questi è stato l'erede di Luperto: Grossi? Bruno? Konate? Bertosa? Jidayi? Bergamelli con la pubalgia? Gozzi forte di testa ma lentissimo? Anche Alcibiade (voluto da Grassadonia) non ha giocato bene come Luperto.

E il portiere? Si è partiti con Nobile. Non era pronto per la B. Poi è arrivato Marcone, che gioca bene fino a quando non compare Pigliacelli in tribuna. Poi ecco Pigliacelli, strepitoso fino a Chiavari, ma da Chiavari in poi ha fatto rimpiangere Marcone.

È andata male quasi tutto e a tutti quest'anno: ai tifosi, ai giornalisti, ai dirigenti, a Grassadonia.

Varini ha quindi tutte le colpe?

Difendere Varini non è facile: non è il massimo della simpatia, quando parla di calcio ha sempre e solo ragione lui; però le sue conferenze stampa erano le migliori, le più vivaci: perché non si sottrae alle domande; certo, bisogna solo abituarsi al fatto che lui, anziché parlare, urla.

Ma Varini non ha tutte le colpe. Lo sapevamo da luglio che il budget della Pro Vercelli era inferiore a quasi tutte le altre squadre di B. Le altre squadre di B hanno fatto la spesa all'Esselunga, la Pro Vercelli nei discount, prendendo però solo gli articoli scontati. A volte un Luperto puoi pure acquistarlo in offerta speciale, a volte va peggio.
E quindi: Varini è stato scarso quest'anno o bravo tanto l'anno passato? Provedel, Bani, Luperto, Palazzi, La Mantia, Sprocati, tutti serviti a Longo in un piatto d'argento.

Ora lasciamo perdere i difensori, i portieri e gli attaccanti a secco.

Io dico che con con un po' di jella in meno – un paio di rigori non concessi, qualche follia difensiva in meno, gli infortuni di Jidayi e Rovini, le pubalgie di Bergamelli e Firenze – la Pro Vercelli si sarebbe salvata e non ci sarebbe, ora, la caccia al colpevole che, tra l'altro, non serve a niente.

Il futuro adesso ci dice che se si riparte con Secondo, si parte con Vito Grieco.

Posso dire poco di lui. Però l'ho visto mentre allena: è autorevole, si fa ascoltare. Ed è tanto.

La Pro Vercelli ha una buona rosa per ripartire dalla Lega Pro. Grieco può valorizzare quei Primavera che hanno incantato al Torneo di Viareggio. Possono tornare per l'attacco sia Polidori che Comi. Rovini, che è dell'Udinese, può restare, perché legato da un biennale. Varini può piazzare Pigliacelli e Castiglia, un lusso per la B. Si possono fare tremila ragionamenti. Quelli conclusivi li faccia Grieco, se sarà lui, come sembra, il tecnico del prossimo campionato.

Ma adesso vediamo cosa dice Secondo. Può dire tre cose.

Uno. Se dice che resta, va bene così anche se a un po' di gente non va bene così (anche Giuseppe Celoria, uno dei più grandi presidenti della Pro, veniva contestato).

Due. Se dice che se ci sono acquirenti seri lui è disposto a farsi da parte, va bene così, perché lascerebbe un gran bel ricordo (il problema sono gli acquirenti seri).

Tre. Se dice che molla son cazzi. Punto.


Remo Bassini

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