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Pro Vercelli | martedì 15 maggio 2018, 13:42

Vives: Pro Vercelli addio, mi spiace per come è finita

DOPO CITTADELLA DECIDERO' SE CONTINUARE - ABBIAMO SBAGLIATO TUTTI, MA ABBIAMO DATO TUTTO: RINGRAZIO I TIFOSI CHE HANNO CAPITO, APPLAUDENDOCI

“È importante essere ricordato per l'uomo che sei stato, per il rispetto che hai avuto per i tuoi compagni, per tutti. Il ricordo del calciatore va via in fretta”.

Poi, guardando la finestra, verso il Piola: “Forse giocherò ancora un anno, la delusione è ancora forte, adesso ho bisogno di restare con la mia famiglia, poi lascerò che sia il destino a consigliarmi. Al cento per cento non giocherò più nella Pro Vercelli”.

E dopo, quando avrai finito con il calcio giocato?

“Sarà dura, ho sempre vissuto di calcio, fin da bambino, e ancora adesso vivo di più coi miei compagni di squadra che con la famiglia. Ci penserò. Solo il pensiero di smettere mi fa paura”.

Probabilmente è l'ultima conferenza stampa di Giuseppe Vives. Sono le 12 e 30, ha finito di allenarsi, dopo la conferenza stampa verrà premiato dai Veterani dell sport e da un gruppo di tifosi.

Eppure all'inizio era sembrato ai presenti che uno spiraglio ci fosse. La domanda di Mattia Morandotti (staff comunicazione della Pro, con Filippo Simonetti e Ivan Benedetto) era stata:

“La domanda che si fanno tutti è: quella con la Ternana è stata l'ultima partita di Vives al Piola? Tu sei stato il giocatore più forte della Pro Vercelli negli ultimi settant'anni. Adesso chiuderai la tua carriera in negativo...”.

“C'è ancora una partita da giocare, non ho deciso ancora nulla. L'idea è quella di continuare... ma deciderò dopo la partita col Cittadella”.

Insomma, non è stato facile per Vives dire che il capitolo Pro Vercelli si chiude tra pochi giorni.

“Ringrazio il presidente, per quello che ha detto su di me (Secondo aveva dichiarato che il futuro di Vives alla Pro dipende, appunto, da Vives), e ringrazio i tifosi che domenica scorsa ci hanno applauditi. Hanno capito che questo gruppo ha dato tutto”.

Voi credevate nel gioco di Grassadonia?

“Io credo che quando una società prende un tecnico, i giocatori debbano credere nel suo gioco, mi sembra logico. Sarebbe stato meglio giocare in modo diverso? Chi può dirlo. Difendersi e rinviare lungo va bene solo se hai attaccanti che si adattano a quel tipo di gioco”.

Come ti spieghi gli ultimi venti folli minuti di Chiavari? Siamo retrocessi per quei maledetti minuti.

“Non me li spiego ancora adesso. In campo c'eravamo noi, e noi, finché siamo rimasti in vantaggio, dominavamo in tutti i reparti. Poi è arrivato un gol e subito dopo un rigore che per me non c'era. Non è stata colpa dei cambi, in campo c'eravamo noi e noi abbiamo sbagliato. Diciamo che gli ultimi venti minuti di Chiavari sono il film dell'annata: la Pro Vercelli che gioca bene, magari domina, e poi per qualche errore individuale perde”.

La frase che sintetizza tutto è questa: “Noi credevamo in quello che facevamo e credevamo di salvarci. Questo gruppo e lo staff hanno dato tutto, fino a domenica scorsa con la Ternana. Non mi va di dire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Abbiamo sbagliato tutti, io per primo”.


Remo Bassini

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