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Economia | venerdì 04 maggio 2018, 16:42

Operaio licenziato dalla Sacal: la Cgil dà battaglia

QUAGLIOTTI E TERRANOVA: E' UN RICATTO, UN ATTACCO AL SINDACATO - ALEX VILLARBOITO PUO' DIVENTARE UN CASO NAZIONALE

Quagliotti, Terranova e Alex Villarboito

Eroe per caso. O forse no.

Alex Villarboito, l'operaio licenziato dalla Sacal Alluminio di Carisio per aver rilasciato dichiarazioni lesive dell'onorabilità aziendale, commentando un grave infortunio sul lavoro di un suo collega, rischia di diventare un caso nazionale. Politico, anche.

Luca Quagliotti, segretario della Cgil di Vercelli-Valsesia dice: “Il peccato originale è l'articolo 18. Sarà un caso, ma da quando è stato abrogato, gli infortuni sul lavoro sono aumentati. Quello della Sacal, comunque, è un attacco alla Cgil”.
Di sicuro, Alex Villarboito, operaio quarantenne, padre di famiglia, da 17 anni alla Sacal, sindacalista Cgil e responsabile della sicurezza, non è solo: al suo fianco ci sono la Cgil nazionale e regionale. Diversi personaggi e forze politiche: da Nicola Fratoianni, all'onorevole Luigi Bobba, ai consiglieri regionali 5stelle. L'assessore al lavoro della regione Piemonte Gianna Pentenero ha chiesto spiegazioni all'azienda.

I fatti. Martedì 27 marzo un operaio di 42 anni della Sacal fonderia di alluminio cade da una scala riportando un trauma cranico e uno al pneumotorace. Non è il primo incidente: la Cgil organizza così uno sciopero con manifestazione.

Che ha luogo mercoledì 28 marzo. Davanti ai cancelli della stabilimento, Alex Villarboito, in qualità di Rsu e Rls (rappresentante della sicurezza) ai giornalisti dichiara: “L’azienda interviene con misure palliative ogni volta che si verificavano problemi ma di fatto la sicurezza non è garantita. Basti pensare che lavoriamo in spazi privi di pavimentazione e spostandoci con il muletto trasportatore non è raro ribaltarsi. A me, ad esempio, è già successo”.

La Sacal avvia un procedimento displinare nei confronti del lavoratore che, il 2 maggio, viene accompagnato fuori dallo stabilimento.

“Non mi pare che sia la procedura giusta – dice il segretario Cgil Quagliotti – ma a noi non interessa che il lavoratore venga reintegrato per un cavillo. Noi abbiamo il diritto e il dovere, nei confronti dei lavori, di denunciare situazioni in cui la sicurezza è carente. Questo, quindi, è un ricatto bell'e buono. Per questo motivo la Cgil nazionale e piemontese interverranno con un'azione legale, per questo motivo daremo battaglia sul piano sindacale”.

Braccio di ferro con la Sacal, dunque: il lavoratore deve essere integrato con la facoltà di poter puntare l'indice su ciò che non va.

Il primo appuntamento è per mercoledì 9 maggio: sciopero e manfestazione davanti ai cancelli della Sacal con adesione di Rsu di altre aziende metalmeccaniche.

“Ma stiamo valutando uno sciopero generale nel vercellese” dice Quagliotti.

Libertà sindacale da difendere, certo, senza dimenticare il grande problema della sicurezza.

Ivan Terranova, segretario della Fiom Vercelli-Valsesia dice: “Abbiamo segnalato da tempo i problemi della sicurezza alla Sacal e abbiamo pazientato. La Sacal dice che le critiche mosse non sono giuste? Che apra i cancelli dello stabilimento ai giornalisti. Io un giro all'interno della fonderia l'ho già fatto”.

Alla conferenza stampa era presente anche Lella Bassignana, esponente di Forza Italia, consigliera per le Pari Opportunità nell'amministrazione di Vercelli. E la Bassignana ha manifestato la sua solidarietà al lavoratore.

 

Remo Bassini

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