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Politica | 25 aprile 2018, 08:55

"Dimissioni e battaglia per le surroghe hanno messo a rischio fondi per milioni di euro"

DOPO LA SENTENZA DEL TAR: IL COMMENTO DI SINDACO, ASSESSORI E RAPPRESENTANTI DEI PARTITI DI MAGGIORANZA

"Dimissioni e battaglia per le surroghe hanno messo a rischio fondi per milioni di euro"

"Speriamo che, con questa sentenza, si possa chiudere una delle pagine più brutte della politica vercellese. Ma i danni, inutile negarlo, sono stati numerosi e pesanti".

C'è tutto lo stato maggiore dell'amministrazione comunale, accanto al sindaco Maura Forte, per la conferenza stampa organizzata nel pomeriggio dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso dei primi tre "surrogandi" che, da quasi due mesi, attendono inutilmente di poter entrare in consiglio.

Con un articolato dispositivo, il Tribunale amministrativo regionale ha accolto le richieste di Francesca Tini Brunozzi, Massimo Bignardi e Valter Manzini (ma nella stessa situazione loro si trovano anche Carlo Truffa e Norberto Greppi), imponendo al Comune di fare le surroghe entro dieci giorni e precisando che, in caso di inadempienza, ci penserà il prefetto Michele Tortora in qualità di commissario ad acta. Il Tar ha anche stabilito una volta per tutte che il consiglio comunale piuò essere aperto in seconda convocazione con la presenza di 11 consiglieri.

"In tutti questi mesi abbiamo agito con la massima trasparenza e correttezza - dice il sindaco ripercorrendo le varie tappe di una querelle legale senza precedenti nella vita politica cittadina -. Ma siamo anche stati costretti a bloccare la nostra attività amminstrativa, perché, operando in regime di esercizio provvisorio, non abbiamo potuto adottare delibere che prevedessero impegni di spesa".

Sindaco e assessori citano tre settori rilevanti nei quali l'attività è stata bloccata: si è fermato l'iter per la fusione tra Vercelli e Sali (operazione che porterebbe nelle casse comunali 2 milioni di euro solo di contributi statali per la fusione tra Comuni e altri fondi regionali), operazione che va conclusa entro l'anno dopo un referendum e la stipula della relativa convenzioni, l'assegnazione dei progetti per il Bando periferie (in particolare per il cavalcaferrovia e l'ex Macello dell'Isola) e l'apertura di un tavolo con la Regione e varie fondazioni bancarie per ottenere fondi da destinare a un intervento di consolidamento strutturale della basillica di Sant'Andrea. "Ma - hanno spiegato gli assessori Andrea Coppo, Michele Cressano, Mario Cometti, Andrea Raineri e Carlo Nulli Rosso - sono tantissimi i piccoli e grandi interventi che in questo mese abbiamo bloccato e per i quali ora sarà necessario correre". 

Le stoccate politiche non mancano: nel mirino la minoranza "che ha sbagliato su tutta la linea - dice Nulli Rosso - cercando di bloccare in modo strumentale l'attività del Comune e rifiutando un dialogo politico con la maggioranza". Ma anche a chi "non avendo il coraggio di sfiduciare apertamente il sindaco ha cercato di far impantanare l'amministrazione attraverso una serie di dimissioni che hanno solo creato un danno alla città".

Nel mirino di Cressano, invece, finiscono soprattutto Lega e Forza Italia "Non mi aspettavo che due partiti che hanno alle spalle esperienze di governo - dice - si facessero trascinare su questa china, sbagliando completamente la lettura di regolamenti e norme che regolano l'attività di un'amministrazione".

A tracciare la linea di azione l'assore Coppo: "Entro dieci giorni, così come richiesto dal Tar, faremo le surroghe e il consiglio del bilancio, che in giunta abbiamo approvato entro i termini previsti dalla legge, ma anche non abbiamo potuto far ratificare dal consiglio visto che eravamo in attesa della sentenza del Tar".

Intanto, l'auspicio è che l'attività amministrativa possa ripartire con meno tensioni: come ripetono Emanuele Caradonna, Adriano Brusco e Patrizia Jorio Marco, presenti alla conferenza in rappresentanza dei gruppi che sostengono il sindaco Forte. Che, ora può guardare con più serenità al 2019, scadenza naturale del mandato. Anche perché i nuovi ingressi non sembrano condividere le posizioni fortemente critiche di chi li ha preceduti.

Intanto ci saranno altri passaggi fondamentali, primo tra tutti l'elezione del nuovo presidente del Consiglio, che rappresenterà un banco di prova per la rinnovata maggioranza.

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