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Cronaca | 25 aprile 2018, 09:32

Sequestrarono e rapinarono un commerciante: le condanne

UNA COPPIA A PROCESSO PER UNA VICENDA DELLO SCORSO AUTUNNO

Sequestrarono e rapinarono un commerciante: le condanne

Tre anni e otto mesi di carcere, più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e il versamento di 20mila euro di risarcimento danni. E' la sentenza che il tribunale di Vercelli ha emesso nei giorni scorsi nei confronti della coppia che, lo scorso autunno, rapinò e sequestrò un noto commerciante vercellese, trovato legato, spaventatissimo e con una leggera lesione al collo, nell'appartamento che la donna aveva affittato nei pressi dello stadio.

Andreea Lenuta Jaman, 31 anni, rumena e il suo compagno albanese Leonard Xhika, sono agli arresti dallo scorso autunno: lui in carcere, lei ai domiciliari. Vennero fermati a Torino dagli uomini della squadra Mobile, in un albergo vicino alla stazione di Porta Susa, che avevano raggiunto a bordo della Mercedes del commerciante vercellese. In loro possesso vennero trovati tutti i beni di cui l'uomo aveva denunciato la scomparsa: un Rolex, circa 800 euro in contanti, una catenina, un braccialetto, la fede, e tutto quello che era all’interno della vettura. 

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A ripercorre le varie tappe della vicenda il pubblico ministero Davide Pretti. "La donna aveva conosciuto la parte lesa, lo aveva incontrato in diverse occasioni, e così lei e il suo complice hanno intravisto la possibilità di ricavare del denaro per poi andarsene all'estero - ha detto -. Secondo questa Procura si è trattato di un atto intenzionale e non frutto di improvvisazione: del resto, chi rapinerebbe e sequestrerebbe una persona attirandola nella propria casa?".

In considerazione del fatto che gli imputati hanno acconsentito all'acquisizione di tutti gli atti processuali, snellendo molto l'iter della causa, il pubblico ministero ha chiesto, per entrambi, una condanna a 2 anni, 8 mesi e 15 giorni e 1200 euro di multa. Condanna ritenuta equa per l'uomo anche da parte della difesa che, invece, per la donna, aveva chiesto l'assoluzione, ritenendo non attendibile la versione dei fatti fornita dalla parte lesa.

Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Maria Teresa Guaschino, ha però deciso diversamente, condannando entrambi a 3 anni e 8 mesi, oltre a 1200 euro di multa. A due imputati, inoltre, sono stati inflitti 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, il pagamento delle spese processuali e di costituzione di parte civile. A favore della parte lesa è stato anche stabilito un risarcimento di 20mila euro.

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