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Pro Vercelli | 22 aprile 2018, 15:14

Le cinque giornate della Pro: un giallo da scrivere

PARMA, VENEZIA, SPEZIA,. TERNANA, CITTADELLA (E L'OMBRA DI CHIAVARI)

Le cinque giornate della Pro: un giallo da scrivere

Come giornalista preferisco tacere. Anche pensare alla Pro fa male. Cinque vittorie, quattro vittorie? Più facile che arrivino quattro sconfitte...
Ma dal momento che nella mia vita di mestieri ne ho fatti tanti (dal disoccupato che per campare puliva le cantine e più di vent'anni di giornalismo) scrivo questo da scrittore. Ho pubblicato 11 libri, alcuni gialli. Ho scritto anche di calcio (un racconto e un capitolo di un mio libro: Lo scommetitore). Un giallo sul calcio mi manca. IL canovaccio potrebbe essere questo.


Titolo: Le cinque giornate della Pro Vercelli.


Al Piola si gioca Pro Vercelli Parma. Record negativo di incasso. Alcuni tifosi irriducibili, però, credono ancora nel miracolo. La Pro Vercelli, reduce da venti folli minuti di Entella, inizia male, con passaggi sbagliati e giocatori che si mandano a quel paese, così il Parma ne approfitta e va in gol due volte nei primi cinque minuti. Non c'è storia: altri due gol nel primo tempo, che si chiude con il risultato di 0 a 4, poi nella ripresa, tra i fischi dei pochi tifosi che non hanno ancora abbandonato lo stadio, il Parma non infierisce e controlla - con estrema facilità - il risultato acquisito. I cambi e i cambiamenti di modulo e le corde vocali violentate di Grassadonia non sono serviti a niente. Alla salvezza ci crede solo lui. Che dice al presidente:Questa squadra può vincere le ultime quattro e agganciare i play out. Il presidente non gli crede ma non lo esonera.

Al Piola arriva il Venezia. Grassadonia, in settimana, le ha provate tutte e lo ha fatto anche sapere: Kanoute terzino sinistro, Mammarella mezzala. Era pretattica, con un'eccezione tenuta nascosti a tutti: Gozzi centravanti. E quando i circa ottanta presenti vedono, infatti, che Grassadonia propone un improbabile 3-4-3 con Vives al centro della difesa (ci sta, eccome se ci sta)  e Gozzi al centro dell'attacco (non ci sta) ridono. "Il mister è ammattito, ne buschiamo dieci", scrive uno di loro alla fidanzata che, guarda tu la sfiga, si è beccata l'influenza e quinidi non può vedere la Pro che segue sempre. Nella buona e nella cattiva sorte, rigorosamente dove batte più forte il cuore del tifo: in curva Ovest, insomma.
E invece, stranamente, la Pro Vercelli si difende bene e cerca di pungere in contropiede. Niente da fare, Gozzi come centravanti, si vede lontano un miglio, è spaesato. Ma a un minuto dal termine, su angolo battuto da Mammarella, Gozzi si eleva più alto di tutti, ma tanto più in alto (intercessione di qualche santo? Ci sta) e di testa manda sul sette. Pro Vercelli 1 Venezia 0 dunque. In una sala stampa deserta Grassadonia dichiara: Il gruppo è compatto, ha voglia di riscatto. Possiamo vincere le ultime tre. I giornali che riportano le dichiarazioni del mister su facebook vengono subissati di insulti.

A vedere la Pro impegnata contro lo Spezia di Gilardino ci sono quattro tifosi. Una coppia con figli che fanno le superiori. Hanno casa al mare da quelle parti. Hanno anche l'ombrello, piove. I liguri partono subito all'attacco ma alla prima ripartenza è la Pro che va in rete. Tiro di Mammarella, traversa interna, palla che sbatte sulla schiena del portiere e si deposita in rete. Spezia 0 Pro Vercelli 1. Grassadonia effettua subito due cambi: si passa dal 3-4-3 al 5-4-1. Otto giocatori della Pro, praticamente, sempre davanti a Pigliacelli, a rinviare, magari di punta, viste le pozzanghere sul rettangolo di gioco. Grande melina a centrocampo, con Germano che corre per tre e Vives che corre come Germano, l'unica punta (Rovini nel primo tempo, Reginaldo nella ripresa) quando ha la palla tra i piedi costringe gli avversari al fallo, sta di fatto che lo Spezia, col passare dei minuti, si spazientisce. Dopo sei minuti di recupero, fischio finale: la Pro ha espugnato il campo dello Spezia. Si torna a sperare, scrivono i giornali. La gente torna a crederci.

Pro Vercelli Ternana. Record di pubblico, tifo alle stelle. In tribuna presena record di politici (che solitamente portano sfiga, si sa), Ma i bianchi segnano due gol nel primo tempo e due a inizio della ripresa. Tutti firmati da Raicevic, che dopo la doppietta col Pescara si era fermato. Raggiunge così quota otto. Non male. Allo scadere Pigliacelli para un rigore. E' festa grande al Piola. Sala stampa gremita. Ma per agganciare i play out occorre vincere col Cittadella, fuori casa. Al seguito della squadra occorre un grande tifo. La città si mobilita. Saranno 500 almeno i tifosi al seguito. Forse 600. La sindaca di Vercelli annuncia: Vengo anch'io. E porto pure gli assessori. Rispostacce su facebook.

Cittadella Pro Vercelli. Gara combattuta per la prima mezz'ora. Il Cittadella, che ormai è in zona play off, ci tiene a ben figurare, magari vincere. Nessuno sospetti che. La Pro, però, passa in vantaggio, poi raddoppia allo scadere del primo tempo. Ancora Raicevic, due volte. Ripresa. Qualcuno, nel lato riservato al tifo bicciolano, dice: Fa caldo come a Chiavari, oggi. E-ggià. E su rimessa laterale, il Cittadella accorcia le distanze: la palla, lanciata bassa in area, incoccia la caviglia di un non identificato giocatore, non si capisce se è rete del Cittadella o autorete, "le immagini lo chiariranno" dice il cronista di Sky, tifoso del Cittadella. I giocatori della Pro Vercelli - occhi sgranati, fiato corto - si guardano. E' il primo errore. Il primo.

Remo Bassini

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