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Attualità | 24 marzo 2018, 17:38

La stanza multisensoriale si apre alla città

NELLA STRUTTURA CREATA DA BIUD10 PER L'ANGSA IN UN ANNO SONO PASSATI UNA SESSANTINA DI BAMBINI CON DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: E I RISULTATI SONO SORPRENDENTI

La stanza multisensoriale si apre alla città

Dopo un anno di "rodaggio", nel quale la sala multisensoriale “Andrea Bodo” è stata utilizzata soprattutto da bambini e adulti dell'Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici), ora la struttura è pronta ad aprirsi alla città per offrire uno spazio innovativo, tecnologico e versatile.

Nata dalla collaborazione tra Angsa e Biud10, la sala multisensoriale Andrea Bodo è stata realizzata alla Cascina Muni Prestinari di Vercelli, sede dell'Anfass (in via Trino) e, tra pochi giorni, festeggerà il primo anno di vita.

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In questo periodo ha visto passare circa 60 tra bambini e adulti (il più piccolo ha 3 anni, il più "vecchio" 34) tutti con disturbi dello spettro autistico. Nelle varie sedute, i ragazzi, accompagnati dai loro operatori, hanno potuto sperimentare i moltissimi stimoli offerti dalla struttura, ognuno dei quali opera su sfere diverse: il sacco altalena appeso al soffitto, la nicchia arrotondata e quella spigolosa, la pedana rotante, il materasso avvolgente, la musica, lo sfondo, l’intensità dei colori e della luce. Tutto ciò che serve, insomma, per mettere le persone a proprio agio, offrendo stimoli per interagire con l'ambiente o gli operatori o per avere un'accresciuta percezione di sé e del mondo che sta attorno. Conquiste grandissime, come quella dell'automonia nella gestione della stanza o della ricerca di un contatto con l'operatore per ottenere una modifica dei suoni, delle luci o di altro.

"In questi giorni - spiegano Michele Bodo, Paolo e Gianluca Zanoni dell'associazione Biud10 - insieme all'Angsa, ci siamo interrogati su come ottimizzare l'uso di questa struttura, che vorremmo diventasse un servizio a disposizione dell'intera città".

Da qui l'idea di raccontare i risultati, molto positivi, ottenuti per i ragazzi dell'Angsa, ma anche di lanciare la proposta a enti, associazioni, Asl e mondo della scuola affinché attorno alla stanza possano nascere progetti a favore di fasce diverse di popolazione.

"Pensiamo ad esempio a corsi pre-parto, progetti di educazione sensoriale per i bambini, percorsi di supervisione psicologica", dice Francesca Debernardi, vice presidente di Angsa Vercelli - Novara che, nel corso dell'anno, ha giò allacciato contatti con l'Unione ciechi e con un'altra realtà associativa.

Il nodo principale, ovviamente, è quello della formazione degli operatori affinché tutta la tencologia multimediale della struttura possa essere compresa e utilizzata nel migliore dei modi possibili.

 

Chi fosse interessato ad avere informazioni in tal senso può scrivere ad Angsa: servizi@angsanovara.org

E che la struttura sia assolutamente d'avanguardia nel trattamento di tanti disturbi lo dimostrano le immagini e le "note d'osservazione" raccolte nel corso dell'anno dagli operatori e riassunte da Lorenza Fontana, della “Enrico Micheli onlus”, braccio operativo di Aps Vercelli Novara. Tutti i ragazzi sono diventati affezionati ospiti della sala: chi può, ci torna una volta la settimana e molte famiglie hanno cercato di riprodurre, in casa propria, quelle situazioni che si sono rivelate maggiormente utili per la serenità e la crescita dei loro bambini.

"La versatilità della stanza ha permesso di personalizzare i percorsi per ogni utente", spiega ancora Fontana. A riassumere i risultati ci sono foto e video di bambini attenti, incuriositi, sereni. Spesso sorridenti. Eppure, alcuni di loro non parlano, altri non si fanno toccare da nessuno, altri ancora sono iperattivi e con deficit di attenzione e, in altri contesti, non riuscirebbero mai a concentrarsi così a lungo su un'attività come la realizzazione di puzzle.

I benefici sono dunque evidenti e, di certo possono essere condivisi con altre categorie di utenti. Far conoscere la stanza e i suoi molteplici utilizzi è il primo passo; Angsa e Biud10 sono pronti per collaborare con chiunque voglia avviare progetti per riempire questo fantastico contenitore di benessere.

Francesca Rivano

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