/ Cronaca

Cronaca | martedì 13 marzo 2018, 17:52

Addio a Daniele Gaviglio: portò alla luce i più importanti insediamenti romani della città

CON IL FRATELLO DARIO HA CONDOTTO DECINE DI CAMPAGNE DI STUDIO E SCAVO, E TANTE BATTAGLIE PER LA SALVAGUARDIA DEGLI EDIFICI DI VALORE STORICO

Daniele Gaviglio aveva 67 anni

E' morto, a 67 anni, Daniele Gaviglio, fondatore e anima, con il fratello Dario, del Centro Studi Vercellae, e figura storica del movimento anarchico.

Da tempo era malato e aveva dovuto abbandonare l'attività sul campo che lo aveva visto protagonista, fin dagli anni '70, di importanti scoperte sulla storia antica di Vercelli e del Vercellese, a partire dalla necropoli di San Bartolomeo, a Porta Torino, per arrivare alla tazza di Ennione, uno dei reperti più noti tra quelli di provenienza vercellese. Appassionato di storia medioevale e di numismatica, aveva dato vita con il fratello al Centro Studi Vercellae e aveva raccolto una collezione imponente di reperti antichi, più di 4200, portati alla luce nel corso di ricerce e scavi.

Con il fratello si era anche battuto con veemenza per evitare l'abbattimento di edifici di interesse storico e per diffondere, nella Vercelli contemporanea, la consapevolezza e la curiosità verso la storia antica della città.

"A Daniele e Dario questa città deve davvero tanto - scrive in un ricordo Michelangelo Catricalà, consigliere comunale che, negli ultimi anni, ha condiviso l'attività dei Gaviglio -. Era dalla fine del XIX secolo che nessuno portava alla luce le testimonianze archeologiche vercellesi e non solo. Dobbiamo a loro molti importanti ritrovamenti e scoperte".

redaz

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore