/ Politica

Politica | lunedì 12 marzo 2018, 20:18

"Da noi nessun aiuto: Maura Forte deve andare a casa"

MINORANZA COMPATTA: "NON GARANTIREMO MAI IL NUMERO LEGALE PER POTER FARE LE SURROGHE"

Dicono "Game over" e assicurano che nessuno farà da sponda all'amministrazione Forte. Che nessuno si presenterà più in consiglio se non dopo che la maggioranza avrà garantito il numero legale (cosa al momento impossibile visto che quattro consiglieri si sono dimessi) e che la sola strada da seguire è quella del commissariamento.

Un'ora prima del consiglio comunale convocato per la surroga di Mariapia Massa, Pier Giorgio Comella e Giordano Tosi, la minoranza convoca una conferenza stampa per spazzare via le illazioni circolate su una presunta disponibilità di qualche gruppo a partecipare alla seduta di lunedì sera.

Puntando il dito su temi diversi, i consiglieri comunali (e i rappresentanti dei partiti) che hanno preso la parola, hanno ribadito che la linea è una sola.

Commissario prefettizio ed elezioni.

Alessandro Stecco (Lega), Massimo Materi (Forza Italia), Enrico Demaria e Stefano Pasquino e Maurizio Randazzo (VercelliAmica) Gianluca Zanoni, Luca Simonetti, Renata Torazzo (SiAmo Vercelli) e Michelangelo Catricalà (Movimento 5 Stelle) presenti all'incontro con la stampa insieme a rappresentanti politici Antonio Prencipe e Gian Carlo Locarni, si dicono certi che "nessun commissario prefettizio potrebbe mai fare più danni di quelli causati da un'amministrazione che non ha i numeri per andare avanti e che sta paralizzando la città". "Anzi - ha aggiunto Demaria - abbiamo virtuosi esempi di commissari che hanno governato benissimo. Santi Corsaro fece cose importanti, utili ancora oggi alla nostra città. E il solo Comune della zona ad avere un regolamento acustico è Trino e lo fece l'allora commissario Raffella Attianese. Dunque non è vero che il commissariamento sarebbe un danno per Vercelli".

Dalla minoranza arriva anche un altolà rispetto all'ipotesi, circolata in giornata, che la maggioranza apra i lavori puntando su un parere del Ministero che avallerebbe la possibilità di iniziare la seduta con solo 11 persone presenti. "Il consiglio comunale bocciò questo atto quando l'amministrazione Forte presentò la delibera - ha detto Randazzo -. E' impensabile che il sindaco violi lo statuto".

fr

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore