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Cronaca | martedì 20 febbraio 2018, 19:17

'Ndrangheta: armi e tritolo della "locale" di Santhià trovate nel comasco

NUOVO FILONE NELL'INCHIESTA ALTO PIEMONTE

'Ndrangheta: armi e tritolo della "locale" di Santhià trovate nel comasco

Tre fucili mitragliatori, una pistola semiautomatica, due caricatori, tre panetti di tritolo con tanto di detonatori e 300 proiettili sono stati individuati e sequestrati dalla Squadra Mobile della Questura di Biella nell'ambito di una perquisizione avvenuta nel dicembre del 2017 in un appartamento di Porlezza, in provincia di Como. Il materiale, proveniente dalla Croazia, è stato rinvenuto grazie alle parole di un collaboratore di giustizia protagonista della vicenda legata alla cosca Raso e alla presenza, tra Santhià e Cavaglià, di una centrale dell'ndrangheta sgominata in buona parte tra il 2016 e il 2017 con condanne emesse dal Tribunale di Biella (mentre è ancora in corso il procedimento a carico di Antonio Raso, ndr). Si apre così un nuovo filone investigativo che promette di aprire importanti scenari nell'ambito dell'operazione "Alto Piemonte".

ARMI DA GUERRA NASCOSTE NEL TAVOLO - Sono armi da guerra utilizzate dall'esercito croato, perfettamente funzionanti e pronte all'uso come confermato dalla Polizia scientifica di Torino, quelle ritrovate dagli agenti della Squadra Mobile diretta da Marika Viscovo. Il materiale è stato rinvenuto all'interno del perno centrale di un tavolo in un appartamento affittato recentemente da una signora estranea ai fatti e ovviamente rimasta sotto shock alla vista dell'esplosivo. Ad intervenire per la rimozione del tritolo sono stati gli artificieri. Nelle settimane precedenti era stata effettuata un'altra perquisizione, in una cascina tra Dorzano e Cavaglià, dove era emersa la presenza di materiale riconducibile alla presenza di armi, probabilmente poi spostate proprio in Lombardia.

ANCORA PUNTI DA CHIARIRE - Si apre, così, un nuovo filone d'inchiesta da cui emerge il coinvolgimento di almeno quattro persone, accusate di traffico di armi da guerra. Si stanno effettuando ulteriori accertamenti sulle motivazioni che hanno portato i soggetti coinvolti ad affittare, in precedenza, l'appartamento nel Comasco e sulla presenza di oggetti così pericolosi in grado di provocare danni gravissimi. Il collaboratore di giustizia, nel frattempo, sta aiutando gli inquirenti a risalire ai reati commessi nel Biellese dalla cosca, in particolare di estorsioni ai danni di imprenditori locali. 

IL LAVORO DELLA SQUADRA MOBILE - Delle indagini si stanno occupando la Squadra Mobile di Biella e la Direzione Distrettuale Antimafia di Torino in collaborazione con la Squadra Mobile del capoluogo piemontese. Nel corso della conferenza stampa di oggi, 20 febbraio, è emersa la soddisfazione del Questore Nicola Alfredo Parisi per il risultato conseguito.

dal nostro corrispondente a Biella

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