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Cronaca | giovedì 15 febbraio 2018, 19:10

"Signora, sua figlia è nei guai": così i truffatori hanno messo a segno 19 colpi in pochi mesi

L'EPISODIO DENUNCIATO DALL'ANZIANA DI TRINO HA PERMESSSO DI SCOPERCHIARE UN CONSOLIDATO GIRO MESSO IN PIEDI DA DUE GIOVANI MALVIVENTI

"Signora, sua figlia è nei guai": così i truffatori hanno messo a segno 19 colpi in pochi mesi

Avevano un sistema ben collaudato i due truffatori napoletani, M.G., 28enne e S.D., 24enne, che, con la scusa del falso avvocato, hanno sottratto ingenti somme di denaro e gioielli a persone anziane, tra cui una trinese, grazie alla cui denuncia sono partite le indagini che hanno poi portato a scoprire i due.

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Entrambi gravati da vicende penali per reati contro il patrimonio, i due, ora denunciati in concorso tra loro per truffa aggravata e continuata, hanno colpito almeno altre 18 volte in tutta Italia.

I carabinieri di Vercelli hanno verificato che i due truffatori hanno realizzato il loro piano spostandosi lungo la penisola con autovetture di proprietà o prese a noleggio e talvolta in treno, raggiungendo l’area territoriale prescelta per le truffe, nella quale permanevano per alcuni giorni, generalmente dal lunedì al venerdì, pernottando in strutture alberghiere.

Successivamente, individuato un luogo specifico dove agire e prescelta la vittima, inscenavano il consolidato copione, contattando l’anziano direttamente o tramite un complice, spesso stanziato nel napoletano, e facendo leva sui suoi affetti più cari lo inducevano ad aderire alla loro richiesta. Ottenuto il denaro e i preziosi, che venivano ricevuti da uno dei truffatori mentre il secondo lo attendeva poco lontano a bordo di un’auto, svolgendo così anche la funzione di palo, i due si allontanavano velocemente per riprendere l’attività altrove.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno potuto accertare che dallo scorso ottobre, i due hanno messo a segno con il medesimo modus operandi almeno 18 ulteriori episodi di truffa nelle province di Venezia, Udine, Novara, Varese, Como, Monza Brianza, Pordenone, Treviso, Pavia e Gorizia, andati a segno in 14 occasioni in danno di persone anziane di età compresa tra i 70 ed i 90 anni.

L'invito da parte delle forze dell'ordine è quello di sensibilizzare i parenti anziani sui rischi che si corrono quando si viene contattati con queste modalità: in ogni caso, la cosa migliore da fare è sempre rivolgersi al numero unico per le emergenze 112: gli operatori avranno la possibilità di intervenire per sventare le azioni malavitose.

redaz

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