/ Attualità

Attualità | giovedì 18 gennaio 2018, 18:15

Grandi eventi e sicurezza, le "bacchettate" del Capo della Polizia

"QUANDO CAPITA QUALCOSA, NON POSSIAMO ESSERE NOI A FARE LA FOGLIA DI FICO PER RESPONSABILITA' DI ALTRI"

L'intervento del capo della Polizia, Franco Gabrielli al Borgogna

L'intervento del capo della Polizia, Franco Gabrielli al Borgogna

"Nel momento in cui avvengono fatti gravi, il magistrato va a cercare una posizione di garanzia, e molto spesso il questore è il soggetto a cui riferire le responsabilità. Torino docet. Quindi noi abbiamo detto basta, siamo stanchi di fare le foglie di fico rispetto a responsabilità che non sono le nostre". Nei giorni in cui, in varie località del Piemonte, ci sono polemica e amarezza per l'addio (o le forti limitazioni) ad alcune storiche manifestazioni, tra cui vari carnevali, il capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli interviene da Vercelli sulla circolare che porta il suo nome e che stabilisce precise responsabilità in tema di sicurezza nell'organizzazione degli eventi pubbllici.

Un atto che ha visto la luce dopo gli incredibili disordini di piazza San Carlo e che oggi pone un limite, tra l'altro, al numero degli aranceri dello storico carnevale di Ivrea, tanto per fare un esempio.

Gabrielli, in città per un intervento al convegno "Favoritismi, infedeltà e abusi nell'esercizio delle funzioni della Polizia di Stato tra Etica e Codice Penale" promosso dalla Polizia di Stato e dalla Questura di Vercelli, con gli interventi dei professori Alberto Pirni, aggregato di Etica Pubblica e Gaetana Morgante, associato di Diritti Penale alla S.S.S.A di Pisa, ha ricordato che "Il fatto che oggi qualcuno non faccia gli eventi perché non ha i soldi, mi fa sorgere il fondato sospetto che prima si facevano le cose così, perché si è sempre fatto", aggiunge Gabrielli.

Una bacchetta, dunque, ai tanti sindaci e associazioni che devono fare i conti con quanto previsto dalla circolare e che non sempre accettano di buon grado le nuove regole.

Il capo della Polizia ha poi aggiunto che "più che la famigerata circolare Gabrielli esiste un secondo comma dell'articolo 40 del codice penale, secondo il quale chi ha l'obbligo giuridico di impedire che avvenga un tragico fatto e non lo impedisce, è come se lo cagionasse: e quello è il fondamento del reato colposo".

redaz

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore