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Economia | 17 gennaio 2018, 12:38

Economia: cresce la produzione, ma l'occupazione resta ferma

I DATI DELL'INDAGINE PREVISIONALE DI CONFINDUSTRIA VERCELLI VALSESIA

Economia: cresce la produzione, ma l'occupazione resta ferma

Apertura d’anno positiva ma con qualche cautela: per l’economia locale prosegue sostanzialmente nel 2018 l’intonazione favorevole con cui si è chiuso il 2017.

È quanto evidenzia la rilevazione trimestrale di Confindustria Vercelli Valsesia per il primo trimestre di quest’anno. All’indagine hanno contribuito circa 100 imprese associate, tramite il tradizionale questionario articolato su una serie di parametri fissi, composto da una prima parte relativa a tutti i comparti produttivi e da una seconda che si focalizza sulle evidenze dei principali settori dell’economia provinciale.

Dopo il balzo registrato nel quarto trimestre del 2017, si osserva un lieve arretramento, sia per quanto riguarda l’andamento dell’occupazione che della produzione totale. Infatti, il saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti relativo all’andamento dell’occupazione, da quota 14,29 indietreggia a 5,06, con una performance comunque migliore del saldo regionale (che da 7,80 scende a 4,80).

La stessa considerazione vale per il saldo relativo ai livelli di attività (o produzione totale), che da 14,29 passa 8,86 (in linea con quello regionale che da 15,10 scende a 8,50), rivelando comunque ancora un contesto di fiducia da parte dell’imprenditoria locale. Si ricorda che un anno fa i saldi erano ancora tutti ampiamente negativi.

A confermare la buona intonazione dell’industria locale, migliora ulteriormente il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini, in quanto da 7,78 sale fino a 15,38, in controtendenza al saldo regionale (che da 13,50 si ferma a 9).

Pur restando in territorio positivo, il saldo delle esportazioni conosce una lieve battuta d’arresto (da 5,56 a 3,08), a differenza del valore regionale (che invece da 11,90 aumenta di poco a quota 12,20).

Purtroppo il saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti che fa riferimento alla redditività - in linea con quello regionale - torna ad essere negativo, in quanto da 0 scende se pur di poco a quota -1,28, ma in ogni caso ampiamente superiore a quello di un anno fa quando era pari a -16.67.
 
Il “carnet ordini” si presenta sufficiente a coprire da 1 a 3 mesi di capacità produttiva per poco meno del 50% del campione, mentre sfiora il 20% la quota di imprese che hanno ordini in grado di saturare i livelli produttivi per i prossimi sei mesi.

A riprova che la ripresa economica ha ormai un carattere strutturale, aumenta sostanzialmente la quota di imprenditori del campione che ha dichiarato di avere in programma investimenti significativi: dal 30% si passa al 40,51%,

Migliora ancora il parametro che fa riferimento alla media di utilizzo degli impianti: dal 76,26% si arriva a 77,74 per cento.




Inoltre, l’indagine rileva un nuovo progresso in merito all’andamento degli incassi rispetto ai termini di pagamento concordati: se al mese di settembre il 68% riscontrava un andamento “normale” degli incassi, adesso si sale fino al 77% del campione.

Per quanto riguarda i tempi di pagamento, da parte dei privati, da 83 i giorni di attesa diminuiscono ancora a 80, mentre quelli da parte di committenti pubblici, da 94 diventano 96.

Si mantiene ancora su livelli bassi, se pur in lieve aumento, la percentuale di aziende che ritiene di dover ricorrere alla cassa integrazione: dall’11,96 al 15,19 per cento.

Analizzando i tre principali comparti dell’industria locale, il primo dato che emerge è la fiducia degli imprenditori che, in generale, resta elevata.

In particolare, per il settore metalmeccanico viene confermato lo stato di buona salute: il saldo per le previsioni dei livelli di attività da 20,51 sale ancora fino a quota 27,03, mentre il saldo per l’acquisizione di nuovi ordini da 15,38 aumenta più del doppio a quota 37,84.

Allineato al comparto metalmeccanico l’andamento del settore valvolame e rubinetteria: il saldo per i livelli di attività da 28 cresce ancora fino a 30,43 e lo stesso vale per il saldo per l’acquisizione di nuovi ordini che da 28 passa a 39,13.

Migliorano anche le prospettive per il comparto tessile e abbigliamento che si presenta decisamente meglio impostato rispetto ai trimestri precedenti: il saldo per i livelli di attività da 0 risale fino a quota 14,29 e quello per l’acquisizione di nuovi ordini da 9,09 fino a 28,57.

redaz

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