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Politica | venerdì 12 gennaio 2018, 00:25

Luigi Di Maio incontra il mondo del riso: e strappa applausi con le sue ricette economiche - FOTOGALLERY

TAPPA AD ASIGLIANO PER IL CANDIDATO PREMIER DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Foto Cristiana Folin

Arriva con quasi un'ora di ritardo - causa ingorgo in autostrada - e poi, per 45 minuti abbondanti, snocciola dati e ricette per risollevare l'economia italiana e rinnovare la politica. Davanti a una platea di circa 200 persone, provenienti per lo più dal mondo agricolo, cui è in particolare dedicato l'incontro, il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Mario, parla di semplificazione burocratica, difesa delle produzioni italiane, rilancio dell'economia e della politica. Strappando alcuni applausi convinti da parte del pubblico. Soprattutto quando tocca i temi legati alla burocrazia e alla fiscalità.

"Non servono nuove leggi - è l'esordio, subito apprezzato - serve cancellare gran parte di quelle leggi e di quelle norme che, fino a oggi, sono state create per complicare la vita alle aziende e ai contribuenti".

Al suo fianco il parlamentare vercellese Mirko Busto, i consiglieri regionali del Movimento e il capogruppo in consiglio comunale Michelangelo Catricalà. Si crea subito il silenzio nel salone polifunzionale di Asigliano, scelto per la tappa vercellese di Di Maio: toni calmi, niente battute, qualche spunto polemico contro le altre forze politiche ("In campagna elettorale tutti promettono di ridurre le tasse e risollevare l'economia - dice - compresi quelli che sono stati al Governo fino a oggi ma non l'hanno fatto"), il candidato premier del Movimento 5 Stelle si concentra sui temi cari alla platea.

"Se i trattati europei mettono in ginocchio un intero comparto economico non vanno bene: il mercato unico europeo è stato creato per proteggere le eccellenze dei Paesi di cui è composta l'Unione - dice -. Trattati commerciali come quelli con il Nord Africa, che hanno distrutto l'agricoltura siciliana, o come quelli che permettono l'ingresso di ogni genere di riso dal sud est asiatico devono essere rivisti. E le dogane vanno controllate: perché adesso sta entrando merce di ogni genere, compresa quella che non dovebbe passare le frontiere".

Tagliare la burocrazia, ridurre la tassazione delle imprese, ma soprattutto fare in modo che il mondo dell'economia, anche quello delle piccole e piccolissime aziende, possa dialogare con la politica e con gli uffici italiani ed europei da cui passano fondi e bandi: sono queste le strade da percorrere per il rilancio, secondo Di Maio. E poi gli investimenti per ridisegnare il Paese, guardando ai prossimi venti, trent'anni. "Non penso certo di governare per tutto questo tempo - è l'unica battuta che si concede -. Ma è ora che l'Italia, su argomenti come le energie, le infrastrutture e la difesa del suolo impari a programmare e la smetta di guardare solo a quella che è la durata di una legislatura".

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