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Attualità | venerdì 12 gennaio 2018, 13:24

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità

IMPEGNO DELLA CARITAS VERCELLESE IN UN MONDO DOVE MOLTI HANNO TUTTO E ALTRI HANNO NULLA - SOSTEGNO A 900 FAMIGLIE CON L'EMPORIO DELLA SOLIDARIETA'

L'emporio solidale

L'emporio solidale

«Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18).

Queste parole dell’apostolo Giovanni, riprese da Papa Francesco nel suo messaggio per la giornata mondiale dei poveri, esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere.

In un mondo dove molti hanno tutto e dove molti altri hanno nulla e si dibattono nello sforzo di sopravvivere ogni giorno, gli uffici della Caritas diocesana attraverso il suo direttore il diacono Gianni Brunoro, della Pastorale per i migranti attraverso il suo direttore il diacono Paolo Solidani e la Pastorale sociale e del lavoro attraverso il suo direttore don Eusebio Viretto dell’Arcidiocesi di Vercelli si sentono interpellate quotidianamente e in prima persona. Il nostro impegno concreto in questo ultimo anno si è tradotto in molti servizi e opportunità per tanti. La Caritas diocesana, grazie ai centri di ascolto parrocchiali, i volontari, le associazioni, ha potuto aiutare molte famiglie dando loro servizi di base, dal pagamento delle bollette, al cibo attraverso l’emporio e i centri di distribuzione diocesani/parrocchiali, alle case per le famiglie sfrattate grazie al progetto Emergenza Abitativa, ai farmaci e alle visite mediche, alla tutela legale, alla formazione e riqualificazione delle persone fino all’attivazione di tirocini e piccole opportunità lavorative.

L’ufficio per la Pastorale dei Migranti grazie alla disponibilità di locali presso i Salesiani di Vercelli nella parrocchia del sacro cuore ha aperto da giugno 2017 un punto informativo per migranti (con disbrigo di pratiche, esperienze formative, integrazione socio-culturale, mediazione linguistica, opportunità di lavoro ma anche tutela della salute fisica e mentale grazie ad un equipe di volontari specialisti quali una ginecologa, un medico di base, una nefrologa, una pediatra e dal prossimo anno anche una psicologa). Da circa due anni la pastorale per i Migranti aiuta i ragazzi accolti nel CAS di via F. di Gattinara a non “stare fermi”, ma ad attivarsi creando opportunità diverse di volontariato, formazione, alfabetizzazione, educazione civica, in un’ottica non solo di integrazione ma di vera e propria inclusione sociale.

Il lavoro è il grande tema che accomuna tutte le persone che ogni giorno incontriamo e per il 2018 sarà un obiettivo ancora più centrale per le tre pastorali. Alcune piccole imprese e aziende del territorio sono state disponibili ad accogliere tirocini lavorativi di persone a rischio di esclusione sociale e qualche esperienza si anche tradotta in un vero e proprio contratto di lavoro.

Tutte queste iniziative si traducono in un sostegno concreto che ad oggi conta circa 900 famiglie, italiane e straniere, che afferiscono all’emporio della solidarietà, dal quale nel 2017 sono state distribuite circa 187 tonnellate di generi alimentari tra i quali è compreso anche il cibo inevaso recuperato dalle mense scolastiche. L’emporio non solo cerca di dare risposta alle necessità alimentari di quanti vivono in una condizione di assoluta mancanza di cibo ma anche di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Altrettante famiglie e singoli, in condizione di svantaggio sono stati aiutati pagando loro una parte delle spese per le utenze domestiche, per l’affitto, per l’acquisto del materiale scolastico per i figli e per l’acquisto dei medicinali.

Grazie al gruppo dell’Emergenza abitativa, che fa sempre riferimento alla Caritas diocesana, da Marzo ad oggi sono state prese in carico 29 famiglie con le quali si sono avuti numerosi colloqui e a ciascuna si è cercato di dare un aiuto. Una decina di queste famiglie, vittime di sfratto, sono state inserite gratuitamente negli alloggi messi a disposizione dalla diocesi grazie alle congregazioni religiose e ai parroci e si è riusciti ad attivare dei progetti specifici di avviamento al lavoro attraverso tirocini formativi e ad una rete di aziende e associazioni che si sono rese disponibili, sono stati attivati percorsi di alfabetizzazione e recupero delle autonomie. Il centro informativo per migranti ha ascoltato e accompagnato circa 30 persone nel disbrigo delle pratiche e nella tutela e conoscenza dei loro diritti dando anche sostegno psicologico, legale e creando piccole opportunità di lavoro. Dal centro di accoglienza notturna sono stati distribuiti nell’anno circa 9540 pasti caldi, grazie ad un progetto CEI si è potuto distribuire circa 70 buoni spesa a famiglie senza casa e senza reddito tra le quali anche quelle accolte nel progetto Emergenza Abitativa. Per quanto riguarda il lavoro sono stati attivati 3 tirocini, 2 assunzioni e circa una decina di opportunità lavorative mensili che hanno aiutato le persone a pagarsi la spesa, i libri per i figli, le utenze e affitto di casa.

In questo 2018 da poco iniziato l’impegno delle tre pastorali dell’Arcidiocesi di Vercelli vuole essere ancor più testimonianza viva, di vicinanza, di stimolo per la costruzione di una comunità che si faccia carico, in spirito di partecipazione, di carità e condivisione, delle povertà del suo territorio. Insieme agli altri uffici pastorali di area sociale della nostra diocesi che di volta in volta daranno il loro contributo specifico alle iniziative vogliamo mettere al centro dell’agenda di tutti il lavoro, come espresso a gran voce anche dai 1200 delegati di tutte le diocesi di Italia nel convegno nazionale dei cattolici che si è tenuto a Cagliari lo scorso ottobre, un lavoro che possa essere “libero, creativo, partecipativo e solidale”, con al centro i giovani, che devono essere tra le priorità. La nostra diocesi ha già fatto questa scelta con l’attivazione del progetto Policoro (progetto CEI rivolto ai giovani e in particolare ai NEET) che prevede un percorso per i ragazzi, insieme ad un Animatore di Comunità per tirar fuori le loro capacità, i loro desideri e attraverso una formazione specifica, evangelizzatrice, creare opportunità di lavoro, anche di autoimprenditorialità.

Tutto questo però significa un grande impegno da parte di tutti, insieme, in modo coordinato per non lasciare indietro nessuno. Significa rimettere al centro le persone, passare dall’assistenzialismo all’accompagnamento, con strumenti e tecniche che vadano altre i progetti, attivando processi che aiutino il cambiamento. Un impegno che vuole essere condivisione a livello territoriale di prosecuzione di progetti già avviati e di creazione di nuovi percorsi per affrontare insieme non solo la questione del lavoro, ma anche quella delle necessità di base, il cibo, il vestiario, l’istruzione, il tempo per la famiglia, la casa. Quante famiglie subiscono sfratti, per lo più a causa della perdita del lavoro e che si trovano a dover abbandonare la loro abitazione anche nei mesi invernali, quando fa più freddo, quante persone la sera non hanno un pasto caldo da consumare nelle loro case, quanti migranti ancora vengono inghiottiti dalla troppa burocrazia e oltre, quanti perdendo la casa perdono anche la residenza e non riuscendo più a riottenerla non hanno la possibilità di avere servizi come il medico di base, o semplicemente la richiesta dell’attestazione ISEE per il sostegno al reddito, il documento di identità e altro e poi ancora quante aziende, piccole e medie imprese hanno chiuso in tutta la provincia Vercellese negli ultimi anni e quante poche hanno aperto e ancora sopravvivono. Tanto c’è ancora da fare, sicuramente, e come dicevamo non dobbiamo avere paura ma coltivare la speranza. Il nostro augurio per questo nuovo anno vuole essere la speranza e la certezza che le nostre porte saranno sempre aperte, le nostre orecchie sempre in ascolto, le nostre bocche espressione di parole di conforto e di speranza, le nostre mani sempre all’opera e i nostri piedi sempre instancabilmente in cammino.

 


Il coordinamento di area sociale dell’Arcidiocesi di Vercelli

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