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Notizie dal Piemonte | 09 gennaio 2018, 09:17

Oggetti pericolosi e privi di certificazioni: maxi sequestro della Finanza

LAMPADINE, ALIMENTATORI E MIGLIAIA DI OGGETTI CHE AVREBBERO INVASO IL MERCATO PER IL PROSSIMO CARNEVALE. OLTRE ALLA DENUNCIA L'IMPRENDITORE RISCHIA 25MILA EURO DI MULTA

Oggetti pericolosi e privi di certificazioni: maxi sequestro della Finanza

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Torino hanno avviato, al termine di una mirata attività info-investigativa, un importante intervento operativo a contrasto delle frodi in commercio che ha consentito il sequestro di oltre 2.000.000 di articoli non sicuri o con false etichettature, in buona parte destinati agli eventi collegati all’imminente Carnevale.

Ben 170.000 sono stati gli articoli sequestrati in difetto della normativa sulla sicurezza dei prodotti, presso un’azienda in Rivalta di Torino, nella disponibilità di un imprenditore cinese, che si sviluppa su tre piani e si estende per oltre 1.000 mq. Oltre 2.000.000 sono invece gli articoli, anche di uso domestico, sigillati dai Finanzieri per violazione delle norme in materia di conformità dei prodotti; infatti, gli stessi, importati direttamente dalla Cina, venivano venduti senza aver superato le prove tecniche di sicurezza, senza alcuna indicazione circa la denominazione legale o merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la sicurezza degli ignari consumatori.

Tra i beni posti sotto sequestro anche 10.000 lampade a led, lampadine e alimentatori di tensione non sicuri. L’intervento ha impegnato 15 finanzieri che, per un’intera giornata hanno contato, catalogato minuziosamente e sigillato ogni singolo articolo. Le numerose irregolarità riscontrate hanno consentito il ragguardevole sequestro ela denuncia, a piede libero, di un responsabile, per l’ipotesi di reato di frode in commercio, per la violazione delle norme in materia di sicurezza dei giocattoli e la contestuale segnalazione, alla Camera di Commercio, per violazione del Codice del Consumo con l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a 25.000 euro.

redaz

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