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Scuola | giovedì 14 dicembre 2017, 00:59

"Si lavora e si fatica... ma non a costo della vita"

LA SICUREZZA E LA PREVENZIONE DI INFORTUNI E MORTI BIANCHE ENTRANO A SCUOLA GRAZIE A ITACA. 300 STUDENTI VERCELLESI INCONTRANO A CASALE I PARENTI DELLE VITTIME DELL'AMIANTO

“Si lavora e si fatica… ma non a costo della vita!” è il progetto che Itaca, insieme a un pool di enti, sindacati e associazioni, organizza da alcuni anni con l'obiettivo di educare alla cittadinanza e alla partecipazione responsabile, attraverso il ricordo delle “morti bianche” e le vittime degli incidenti sul lavoro. Un tema di grande attualità dopo il recente incidente mortale accaduto a Bianzè: sempre di più occorre investire su un’adeguata cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare nella fase di formazione dei futuri lavoratori e datori di lavoro.

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Al termine della prima fase, oltre 300 studenti degli Istituti Ferraris, Ronco, Calamandrei, Vaglio Rubens e Co.Ver.Fo. hanno partecipato alla trasferta a Casale Monferrato, città simbolo delle morti causate in via diretta e indiretta dall'esposizione all'amianto prodotto dalla Eternit. A Casale, i ragazzi sono stati accolti dall’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto, protagonisti assoluti della “vertenza Eternit” e delle battaglie per ottenere giustizia.

Successivamente, in base alle specializzazioni dei corsi di studio, hanno per approfondito le tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro con gli esperti degli enti partner del progetto.

La mattinata si è conclusa con un gesto simbolico di ricordo delle vittime dell’amianto al nuovo parco Eternot, proprio dove sorgeva lo stabilimento Eternit, sancendo l’impegno dei ragazzi nel far rispettare i propri diritti per garantire la dignità di ogni persona. A questa commemorazione hanno preso parte anche alcuni assessori del Comune di Casale.

La seconda parte del progetto che coinvolgerà gli studenti in un concorso di idee per diffondere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. Le classi o i singoli, saranno chiamati a presentare un progetto di adesivo, un video o una bozza di murales per diffondere efficacemente il messaggio. I vincitori vedranno realizzate le proprie idee o diffuse attraverso i canali comunicativi dei partner di progetto.

A febbraio, in ogni scuola, gli studenti avranno anche la possibilità di incontrare dei testimoni dell’ANMIL che racconteranno le vicende che li hanno visti protagonisti.

Inoltre, alcuni ragazzi avranno la possibilità di svolgere le ore di alternanza scuola-lavoro presso i partner di progetto affiancando gli esperti di sicurezza e, magari, di essere supportati nella realizzazione di una tesina per l’esame di quinta su questa tematica.

redaz

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