/ Sport

Sport | mercoledì 06 dicembre 2017, 19:12

Legati: "Siamo quelli di Novara o quelli di Pescara?"

A VENEZIA, DICE IL DIFENSORE, DOBBIAMO IMPORRE IL NOSTRO GIOCO E GIOCARE CON LA MASSIMA ATTENZIONE

La Pro Vercelli di Longo, l'anno passato, gara dopo gara, dopo gennaio divenne la Pro di Vives e Bianchi.
L'attuale Pro Vercelli di Grassadonia è la Pro Vercelli di Vives, Mammarella, Legati. Sul campo e anche fuori, perché “fuori dal campo” dicono cose importanti.

“Noi siamo quelli che hanno vinto con Novara ed Empoli o siamo quelli di Avellino, Pescara? Siamo tutte e due le cose, però possiamo scegliere, dipende da noi, da quanto siamo squadra. Per esserlo, noi, accanto all'ottima organizzazione di gioco del mister dobbiamo aggiungere uno spirito feroce, dobbiamo insomma giocare sempre con la massima concentrazione” dice Elia Legati.

Neì suoi tre anni alla Pro Vercelli, lui, ha sempre ottenuto e vissuto una salvezza mai facile “ma ottenuta – ricorda – proprio grazie alla determinazione di non cedere mai”.

A Parma, Legati, ha sofferto in tribuna.

“La cosa peggiore che può capitare a una squadra è prendere gol e restare in inferiorità numerica; è successo in casa col Foggia ed è successo, di nuovo, al Tardini. Peccato, perché per 55 minuti la Pro Vercelli aveva giocato alla pari contro un'ottima squadra com'è, appunto, il Parma. Non dobbiamo abbatterci, anche perché son cose che possono capitare. Ma dobbiamo trarre un grande insegnamento: che dobbiamo giocare con la massima attenzione, ogni minuto. Solo così si diventa squadra”.

Sulla delicata trasferta di sabato dice: “Non dobbiamo farci prendere dalla frenesia o dall'ansia, il Venezia è una squadra solida, si difendono in tanti e bene. Ci attendono quattro finali, perché dobbiamo cercare di chiudere il girone d'andata a 22, 23 punti. Per farlo, lo ripeto, dobbiamo imporre la nostra organizzazione di gioco e non dobbiamo mollare mai”.

La strada per arrivare alla salvezza - che per Legati sarebbe la terza con la maglia Bianca -, insomma, ci sarebbe e c'è: l'organizzazione di gioco che ha inculcato Grassadonia alla squadra - e che la squadra tutta, dagli anziani ai più giovani ha dimostrato di apprezzare - e la grinta.





Remo Bassini

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore