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Politica | martedì 05 dicembre 2017, 19:29

Comune: la minoranza pronta a giocare la carta delle dimissioni

"E' ORA DI STACCARE LA SPINA" DICONO ALL'UNISONO FORZA ITALIA, VERCELLI AMICA, SIAMO VERCELLI, LEGA E 5 STELLE. MA TROVARE LE DUE FIRME MANCANTI PER FAR DECADERE IL CONSIGLIO COMUNALE E' TUTTA UN'ALTRA STORIA

Staccare la spina. "Perché non si può più andare avanti con un'amministrazione ostaggio dei veti incrociati di gruppi e gruppetti che dicono di non riconoscersi più nella maggioranza" (Enrico Demaria, Vercelli Amica).

Staccare la spina. "Perché abbiamo scoperto che le cose sono diverse da come il sindaco ce le ha raccontate. Un esempio? Gli 80 posti di lavoro un Atena. Ci sono stati presentati come opportunità di crescita, ora scopriamo che sono semplicemente la sostituzione di chi non viene confermato oppure va in pensione" (Massimo Materi, Forza Italia)

Staccare la spina. "Perché il sindaco in questi anni non ha lasciato autonomia decisionale ai suoi assessori, che infatti se ne sono andati in massa stanchi di non poter realizzare ciò che promettevano. Oppure ha scelto persone che, messe in ruoli chiave, non hanno saputo fare gli interessi della città" (Maurizio Randazzo, Vercelli Amica)

Staccare la spina. "Perché ci sono decine di atti grandi e piccoli, spesso proposti dalla minoranza e talvolta approvati all'unanimità, che sono rimasti lettera morta. E perché è stato tradito il patto con gli elettori" (Luca Simonetti, Elisabetta Perfumo, Renata Torazzo, SiAmo Vercelli).

Staccare la spina. "Perché è inimmaginabile che per un altro anno e mezzo l'amministrazione continui ad andare sotto sulle sue stesse delibere e che i consigli si facciano solo se la minoranza assicura il numero legale". (Alessandro Stecco, Lega Nord).

Staccare la spina. "Perché si è passato il limite: le 15 firme di dimissioni dei consiglieri di minoranza sono pronte. Aspettiamo quelle di chi dice di non riconoscersi più nella maggioranza" (Michelangelo Catricalà, Movimento 5 Stelle).

Dopo gli ultimi, turbolenti, consigli comunali i gruppi di opposizione tenato con la strada delle dimissioni in massa per far decadere il consiglio comunale: Una strada impervia, per la verità, visto che lo scoglio delle due firme mancanti è tutt'altro che insignificante. Un conto sono i "mal di pancia", i "distinguo" e le critiche interne alla coalizione che sostiene (o dovrebbe sostenere) Maura Forte. Un altro è mettere la propria firma per mandare a casa la prima giunta di centro sinistra eletta da dieci anni a questa parte.

L'opposizione, però, ci prova lo stesso. E, nel corso di una conferenza stampa, promette di essere compatta nel portare avanti questa battaglia. Le questioni sul tavolo sono per lo più legate all'amministrazione della città: dalla vicenda Atena, al mancato avvio della differenziata, ai fondi per l'Osservatorio socio ambientale, all'acquisto dei led per l'illuminazione delle vie della città. Tanto per fare qualche esempio. Entro il 21 dicembre, data per la quale è prevista la convocazione del prossimo consiglio comunale, le 15 firme della minoranza saranno pronte. Sulle due mancanti nessuno scommette.

"Però ci proviamo: non vorremmo che la città rimanesse ingessata in questa situazione fino a dopo le elezioni politiche, solo per evitare imbarazzi al Pd" è la chiosa di Stecco.

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