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Politica | giovedì 30 novembre 2017, 15:16

Selfie, abbracci e una battuta per tutti: il tour di Renzi nel vercellese - FOTOGALLERY

IL SEGRETARIO DEL PD ACCOLTO A TRINO PER PEDALARE SULLA CICLOVIA VEN.TO. POI PASSAGGIO LAMPO A VERCELLI

Il treno di Destinazione Italia arriva in stazione, a Trino, con una decina di minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Ad attendere il segrtario del Pd ed ex premier Matteo Renzi ci sono un centinaio, forse 150 persone. Sono per lo più iscritti ai circoli della zona - da Trino a Crescentino a Borgo d'Ale a Cigliano, ma ci sono anche diversi vercellesi - alcuni sindaci del Pd, e storici sostenitori della sinistra. Come Gian Pietro Zulian, vercellese ora residente a Santhià che aspetta "Matteo", come tutti lo chiamano, sventolando la bandiera italiana. Quando Renzi lo abbraccia e si ferma scambiare due battute, Zulian si commuove anche e racconta la sua sessantennale militanza nella sinistra. "La mia prima campagna elettorale fu nel 1954 contro la legge truffa. Da allora mi sono sempre impegnato nella sinistra". Renzi lo abbraccia, e, guardando il tricolore si lascia andare a un "Viva l'Italia e forza Pd. Mi raccomando... Forza Italia mai". Poco distante c'è un anziano trinese. "Devo fare una foto di Matteo per mia moglie - racconta facendosi spiegare come utilizzare il telefonino per scattare - lei non può esserci, ma guai se torno a casa senza...".

Per tutti Renzi ha una stretta di mano, pillole di programma, una battuta. Le transenne poste da Polizia e Carabinieri a delimitare gli spazi e mantenere ordine, vengono spostate in un attimo per fare spazio alle pacche sulle spalle e ai selfie.

A fare gli onori di casa è il sindaco di Trino Alessandro Portinaro, un "orlandiano" al congresso del Pd, che si presenta con un dossier sulle urgenze del territorio da consegnare al segretario del suo partito e - in stazione se lo augurano tutti - futuro premier.

"Appena siamo saliti in bicicletta Alessandro ha iniziato a chiedere soldi per Trino", dirà più tardi Renzi al termine della pedalata lungo un tratto di Ven.To, la ciclovia che da Torino raggiungerà Venezia, attraversando tutta la pianura Padana. Sulle ciclovie Renzi sa tutto: snocciola chilometri, itinerari e milioni di euro stanziati dal suo Governo. "Tu ha sbagliato ad andartene dopo il referendum. Dovevi continuare, nessuno ha fatto quel che hai fatto tu", gli urla un sostenitore. 

Uscendo dalla stazione c'è tempo per due battute con alcuni pendolari e con i pensionati. "Faremo sempre meglio di Forza Italia - assicura Renzi -. Berlusconi dice che darà mille euro di minima. Bene con noi si arriverà a mille e cento. Vedrete".

Non una battuta o una nota sui Cinque Stelle. Sembrano quasi non esistere, se non per l'osservazione che, "tra le ciclovie progettate e finanziate c'è anche quella del Grande Raccordo Anulare di Roma, sempre che la sindaca Raggi voglia farla...".

A percorrere un tratto trinese di Ven.To, ci sono il sottosegretario Luigi Bobba, anche lui sceso da Destinazione Italia e un gruppo di stretti collaboratori che stanno effettuando il tour con l'ex premier. Resta allo stand allestito vicino alla chiesa della Cappelletta, invece, il sottosegretario Maria Elena Boschi. Per lei decine di richieste di foto, tra cui quella con un gruppo di studenti dell'Alberghiero ai quali chiede notizie sulle loro vita di pendolari e sul mondo della scuola. Alcuni di loro sono quasi intimiditi nel raccontare della sveglia che suona ben prima delle sei del mattino e dei due pullman che devono prendere per arrivare e tornare da scuola. "Vedrete che l'alternanza scuola-lavoro vi darà un'occazione in più di crescita personale" assicura loro la Boschi, prima della foto ricordo.

Al punto di arrivo del breve tour ciclistico, all'imbocco del viale della Rimembranza, Renzi torna sui temi della pedalata. Le ciclovie come motore di sviluppo turistico, ma anche i lavori per lo scolmatore ("Troveremo i soldi per il secondo lotto da dieci milioni", assicura) e il piano per la messa in sicurezza nucleare. "Abbiamo parlato anche del Borgo di Leri e di Cavour. Lo sapevate - dice rivolto ai suoi accompagnatori - che Cavour è stato consigliere comunale a Trino?".

Così mentre qualcuno dei collaboratori inizia a battere il tempo perché il treno è in stazione a Vercelli che aspetta di ripartire, c'è chi si avvicina per l'ultimo selfie e chi per un autografo. Il clima è di festa, i toni sono leggeri anche nel raccontare i problemi della vita quotidiana. "L'importante è che la prossima primavera tu vinca", è il saluto beneaugurale che accompagna Renzi verso il bus diretto a Vercelli.

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