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Salute | martedì 14 novembre 2017, 19:25

Cardiologia: al Sant'Andrea un intervento all'avanguardia

E' IL SECONDO DI QUESTO TIPO ESEGUITO IN ITALIA. IL PAZIENTE, AFFETTO DA UN GRAVE SCOMPENSO CARDIACO, ERA IN LISTA D'ATTESA PER UN TRAPIANTO MA NON C'ERA UN CUORE COMPATIBILE

Il team che ha eseguito l'intervento

È stato impiantato per la prima volta nelle scorse settimana, al Sant’Andrea di Vercelli, un dispositivo innovativo che modifica la contrattilità delle cellule miocardiche, consentendo un trattamento sempre più mirato dei casi di scompenso cardiaco.
Il paziente a cui è stato impiantato il dispositivo è un uomo affetto da una grave forma di scompenso cardiaco, da tempo in lista per il trapianto di cuore ma senza la possibilità di ricevere un cuore compatibile. L’intervento è stato eseguito dal direttore della cardiologia dottor Francesco Rametta e dalla dottoressa Barbonaglia, con il supporto di un ingegnere tedesco arrivato da Monaco.
Due in tutto gli impianti di questo tipo realizzati in Italia, eseguiti a distanza di pochi giorni a Torino e Vercelli. Grazie a questa tecnologia il muscolo cardiaco viene stimolato con impulsi elettrici ad alto voltaggio; l’obiettivo non è solo quello di produrre il battito cardiaco, come avviene per i pacemaker, ma determinare una rimodulazione del metabolismo del calcio. Quest’ultimo, infatti, nel cuore affetto da scompenso si riduce. La stimolazione prodotta dal dispositivo consente una progressiva riattivazione di geni e proteine che regolano il rilascio del calcio, migliorando la funzionalità del cuore e contrastando l’insufficienza cardiaca. Posizionato in una tasca sottocute, i due o tre elettrocateteri conducono l’impulso elettrico fino al ventricolo destro, dove avviene la stimolazione del cuore.  È un trattamento utilizzato per quei pazienti che non rispondono alle terapie attualmente disponibili e che non possono essere inclusi nelle liste trapianto.
L’insufficienza cardiaca è un problema di salute pubblica di enorme rilievo. Sono circa 600.000 le persone affette da tale malattia e si stima che la sua frequenza raddoppi. In Piemonte i ricoveri per scompenso rappresentano il 2,2% del totale dei ricoveri, circa 12.000 all'anno. Dopo i 65 anni arriva al 10% circa e rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale.
La ricerca scientifica e le nuove tecnologie rappresentano validi alleati per fornire alcune soluzioni utili per prolungare e migliorare la durata della vita.

redaz

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