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Cronaca | giovedì 12 ottobre 2017, 07:48

Resta un mistero la morte del cercatore di castagne

A QUATTRO GIORNI DI DISTANZA DAL DRAMMATICO INCIDENTE DI CACCIA, NESSUNO HA AMMESSO DI AVER ESPLOSO IL COLPO MORTALE

A quattro giorni di distanza dal drammatico incidente di caccia costato la vita a un cercatore di castagne, Gian Carlo Baragioli, 58 anni di Vicolungo, non c’è alcuna certezza su chi abbia esploso il colpo di fucile che colpito alla schiena l'uomo. 

I carabinieri che indagano sulla tragedia stanno analizzando il traffico telefonico transitato nella zona delle Baragge tra Ghemme e Cavaglio anche per capire se, oltre alla squadra di cacciatori di cinghiale accorsi subito dopo che la moglie di Baragioli aveva gridato disperata chiedendo aiuto per il marito, in zona ci fosse qualcun altro.

Intanto, dall'autopsia in programma oggi gli investigatori sperano di ricavare indicazioni utili relative all'arma che ha colpito Baragioli. Tutte le squadre che domenica mattina stavano svolgendo attività venatoria vicino la provinciale 22 fra Cavaglio e Ghemme sono state identificate e i loro fucili posti sotto sequestro anche se nessuno, al momento ha ammesso di aver esploso il colpo mortale.

Qualcuno dei cacciatori accorsi alle prime richieste di aiuto della moglie di Baragioli, inoltre, avrebbe anche visto persone allontanarsi dalla zona dell'incidente: persone in tenuta da caccia che però non facevano parte delle squadre impegnate nella battuta al cinghiale, i cui componenti erano in grado di comunicare atrtaverso ricetrasmittenti. Segnalazioni sulle quali sono in corso ulteriori verifiche.

REDAZ

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