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Politica | mercoledì 11 ottobre 2017, 09:09

Fiero del mio partito e di ciò che ha fatto la Giunta

INTERVISTA A DANIELE PEILA, CHE LASCIA LA SEGRETERIA PD - "LE VITTORIE? SON SEMPRE DI UNA SQUADRA, MAI DI UN SINGOLO" - "LA MIA STIMA PER GAIETTA"

Daniele Peila

Segretario cittadino del Pd per quattro anni, l'ingegnere Daniele Peila - di cui potete leggere la biografia al termine dell'intervista - passa il timone, ha deciso così, ormai. Impulsivo e paziente al tempo stesso, Peila in questi anni ha lavorato, senza risparmiarsi, credendo nel suo partito e nei suoi leader, a cominciare da Renzi all'onorevole Bobba. Valutazioni politiche a prescindere, chi ha conosciuto a fondo l'uomo non può che dargli atto di una correttezza esemplare. Rara. Ed ecco l'intervista che Peila ha concesso a Infovercelli24.


Lei è stato eletto Segretario cittadino del Pd a fine 2013, nel pieno della stagione d'oro del Pd e ancor più di Matteo Renzi che nel 2014 trionfò alle Europee. Le cose, adesso, non vanno certo bene come allora. Dal Pd c'è gente che scappa.

A livello nazionale la sconfitta del referendum e la successiva uscita dal PD di una minoranza, anche se politicamente significativa, hanno avuto pesanti ripercussioni. Rivendico con orgoglio di essermi impegnato in prima persona per promuovere il SI al referendum. Purtroppo tanti hanno deciso di usare lo strumento referendario in modo improprio, con incoscienza politica e una buona dose di cinismo, cancellando così una proposta virtuosa che avrebbe di molto semplificato lo scenario politico. Illustri esponenti del poliedrico fronte del no, come per esempio D’Alema, hanno sostenuto, in campagna elettorale, di essere capaci di proporre ed approvare in sei mesi una riforma costituzionale migliore. Ebbene, sono già stati clamorosamente smentiti dalla storia.


A livello locale lei è stato il segretario dell'elezione a sindaco di Maura Forte in Comune, con un'alleanza che poteva rappresentare un interessante laboratorio. Tutto sembrava procedere alla grande, oggi invece in Comune si viaggia a vista.

Cosa non ha funzionato? E cosa si poteva fare per evitare di mettere costantemente a rischio la stabilità dell'amministrazione?

A livello locale la maggior criticità ha riguardato l’alleanza con la lista civica “SiAmo Vercelli” che è durata solo pochi mesi. Ho lavorato duramente in prima persona per mantenere saldo il patto elettorale, ma non ci sono riuscito. L’uscita dalla maggioranza di ben sei consiglieri di Siamo Vercelli – tre in più di quelli che avrebbero ottenuto senza l’apparentamento – ha reso il percorso consigliare complesso e accidentato. Nonostante questo la Giunta, anche con l’appoggio della lista Sel e Voce Libera, è riuscita a fare cose egregie.
Il PD in questo scenario ha cercato di mantenere la fedeltà al programma elettorale sostenendo sempre l’Amministrazione e non facendo mai mancare un solo voto al Sindaco, in aggiunta al nostro sostegno propositivo.


La situazione del gruppo Pd in consiglio comunale è abbastanza catastrofica: qualcuno, eletto con il Pd, è passato ad altre liste, qualcuno oggi non si considera nemmeno più parte della maggioranza e persino il capogruppo ha preso altre strade. Gli eletti non si riconoscono nella linea politica del partito o secondo lei le questioni personali hanno preso il sopravvento?

Catastrofica… diciamo “difficile”. Al momento delle elezioni nel 2014 abbiamo scelto di inserire, nella lista del PD alcuni esponenti politici appartenenti ad altre forze politiche e figure indipendenti che, nel tempo, hanno preferito separare il loro percorso da quello dal gruppo del PD.
Sono scelte lecite e legittime che hanno inevitabilmente inciso sui numeri in consiglio e sulla sua composizione. Sulle ragioni di queste decisioni suggerisco di rivolgere a loro questa domanda.

In relazione agli iscritti del PD abbiamo registrato tre importanti defezioni. Anche in questo caso credo che le scelte personali abbiamo prevalso sul rispetto degli impegni elettorali. Non mi permetto di dare giudizi, ma posso dire quello che avrei fatto io nel momento in cui fossi arrivato a dissentire dal percorso e dalle scelte del gruppo di appartenenza: mi sarei semplicemente dimesso.


Perché è così difficile trovare una sintesi tra le diverse posizioni all'interno del partito e chi non è d accordo preferisce andarsene? Manca lo spirito di gruppo, si sta meglio a far opposizione piuttosto che a governare o cos'altro?

All’interno del gruppo consigliare del PD si è sempre cercato di fare sintesi ma quando si arriva al dunque e si deve decidere, l’unico criterio democratico è decidere a maggioranza. Ne sono fermamente convinto. Cercare di far prevalere comunque le proprie opinioni, è, anche in questo caso, lecito ma certamente discutibile.


Quali sono le caratteristiche del suo carattere cui ha dovuto far più spesso ricorso in questi quattro anni?

Credo la pazienza e la capacità di non farmi trascinare in polemiche inutili ed improduttive a mezzo stampa o sui social.


E quali quelle che ha dovuto mettere da parte?

L’impulsività da un lato e dall’altro il fidarmi delle persone. Ho capito che in politica, per molti, la parola data è soltanto un optional. Non è stata una bella scoperta.

Un giudizio su questi quattro anni dell'attuale amministrazione.

E’ fondamentale premettere che le vittorie sono sempre quelle di una squadra e non sono vittorie di un singolo. Credo che alcune cose debbano essere segnalate tra i risultati che l’amministrazione da noi sostenuta ha realizzato, innanzitutto il duro lavoro sui conti pubblici che ha messo in sicurezza il bilancio. Purtroppo, l’entità e l’importanza della messa in sicurezza dei conti è qualcosa che i cittadini fanno fatica a comprendere e può addirittura penalizzare al momento del voto. Forse un esempio aiuta a capire meglio il punto: se si è pieni di debiti una famiglia non può programmare non solo di cambiare la cucina ma neppure fare la manutenzione al bagno ed alla fine si allaga l’appartamento. Noi eravamo in queste condizioni. Nonostante questo, sono fiero che in questi tre anni abbiamo avviato un serio programma di manutenzione delle scuole cittadine; le abbiamo rese sicure e ambientalmente sostenibili. Questo è il migliore investimento sul futuro e mi auguro che i cittadini capiscano e apprezzino queste scelte. E’ poi devo necessariamente citare Amazon e la sua grande ricaduta occupazionale, oltre all’accordo con Iren, allo sviluppo dell’Università con infermieristica, all’avvio dei lavori della piscina coperta, agli investimenti nelle politiche sociali resi possibili proprio grazie al risanamento dei conti. Non si deve infine dimenticare il completamento del Pisu.


E una sconfitta che non ha digerito?

Come ho già detto, la rottura del patto elettorale con SiAmo Vercelli.

Anche i tradimenti politici che si sono consumati in Consiglio per l’elezione del Presidente della Provincia mi hanno amareggiato.


Che bilancio traccia di quest'esperienza alla segreteria del Pd vercellese?

Il bilancio che posso tracciare è di luci e di ombre. Le luci sono legate al fatto che ho conosciuto persone straordinarie, motivate ed entusiaste. Mentre le ombre sono state dettate dalle crisi nella maggioranza consiliare e dalle conseguenti difficoltà di percorrere un cammino lineare in accordo con il programma elettorale.
Credo poi che sia stato anche un grande risultato aver portato l’intero partito vercellese a condividere un percorso unitario per la scelta dei futuri organi dirigenti.
Alcuni “leoni da tastiera” sul web che godono dello scontro, e che definirei “professionisti della polemica”, hanno sbeffeggiato questa scelta, che io invece ribadisco essere la scelta giusta e il percorso da compiere.
Il PD rimane il più grande partito per iscritti della città, in un momento di crisi della rappresentanza mediata, più di 200 iscritti sono un risultato da preservare e custodire con cura per tornare a crescere.

Le nostre primarie portano al voto oltre 2 milioni di persone. Io sono stato nei seggi e ho potuto toccare con mano il desiderio di partecipazione del nostro popolo. Quando Grillo aveva irriso questo grande sforzo di democrazia, non ci ha poi chiesto scusa, neppure dopo il buffo risultato della primarie online con poche decine di migliaia di partecipanti e innumerevoli problemi operativi. Un po’ di umiltà in politica forse non guasterebbe.


Cosa augura al suo successore?

Di poter lavorare con serenità ed avere il sostegno di tutti negli importanti appuntamenti elettorali che ci attendono.

 

Voci insistenti, dal suo partito e da fuori del suo partito, parlano di confronti che porteranno all'elezione di Michele Gaietta, me lo conferma?

Certamente Michele Gaietta, con cui ho positivamente e fattivamente collaborato in questi anni, è una persona che ha esperienza e capacità. E’  in grado di rappresentare al meglio un partito unito ed ha tutte le caratteristiche per essere un buon segretario. Il percorso che stiamo seguendo non è ancoro concluso. Personalmente vedo con estremo favore la sua candidatura
Mi permetta di permette di chiudere questa intervista con un invito ai nostri iscritti a venire a votare alle prossime primarie che si terranno il 21 ottobre dalle ore 17 e 30 presso la sede della SOMS. Non dobbiamo dare corda ai “professionisti della polemica” né lasciare alcun spazio per criticare il nostro grande partito, che ho servito in questi anni al meglio delle mie capacità.

 


Curriculum sintetico del Prof. Ing. Daniele Peila

Il Prof. Daniele Peila si è laureato con lode in Ingegneria mineraria al Politecnico di Torino dove, dopo un periodo quale ingegnere di cantiere presso imprese di costruzioni, è entrato quale ricercatore. Attualmente è professore del corso di “Tunnelling” e coordinatore del corso di Master “Tunnelling and Tunnel Boring Machines”. E’ vice-presidente della Società Italiana Gallerie ed è stato vice-presidente dell’Associazione Mondiale delle Gallerie per un triennio. E’ editore delle riviste: Tunnelling and Underground Space Technology e GEAM ed è membro dell’editorial board di numerose riviste internazionali. La sua attività scientifica si è indirizzata su tre principali filoni: l’attività mineraria a giorno ed in sotterraneo, le gallerie e le opere di protezione contro la caduta massi. In questi ambiti ha coordinato innumerevoli contratti di ricerca ed ha pubblicato oltre 250 lavori scientifici sia sulle principali riviste scientifiche sia negli atti dei più importanti congressi internazionali. E’frequentemente chiamato quale esperto per commissioni normative ed attività di supporto alle committenti sia nazionali sia internazionali e quale relatore per corsi di formazione permanente e master post-laurea. Collabora con i gruppi di ricerca di numerose università nazionali e internazionali.















Remo Bassini

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