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Cronaca | mercoledì 04 ottobre 2017, 17:54

Patteggia il carrozziere che nascondeva armi e gioielli rubati nel vercellese

NON HA MAI VOLUTO DIRE NULLA DELLA REFURTIVA NE' DELL'ORIGINE DI FUCILI E PROIETTILI

Nella sua officina avevano trovato gioielli e costosi strumenti elettronici, provenienti da furti commessi nel vercellese, nel biellese e nel pavese, ma anche un arsenale fatto di armi rubate, strumenti da scasso, giubbotti anti proiettile e ricetrasmittenti sintonizzate sulle frequenze delle forze dell’ordine.

Materiale di cui Cristian Caldieri, carrozziere 31enne che lavorava (e di fatto viveva anche) in un'officina di Vigliano non ha mai voluto spiegare l'origine. Finendo così a processo per ricettazione e possesso ingiustificato di armi. In questi giorni l'uomo ha patteggiato 3 anni di reclusione davanti al Tribunale di Biella. L'uomo è stato condannato anche a 2 mila euro di multa e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. 

Tutti i misteri che ruotano intorno alla refurtiva e alle armi restano dunque tali e conosciuti solo al carrozziere, meridionale di origine e solo da pochi anni residente nel biellese: l'uomo, come suo diritto, non ha mai voluto dire nulla.

Se non altro, però, le persone derubate potranno riavere i propri gioielli: chiuso il processo, infatti, il Tribunale ha ordinato la distruzione di armi e munizioni sequestrate e la restituzione dei preziosi ai legittimi proprietari.

redaz

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