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Politica | mercoledì 20 settembre 2017, 18:23

"Caro Tiramani, non ragionare per sentito dire..."

IL SEGRETARIO DEL PD REPLICA ALLA RICHIESTA DI DIMISSIONI DI PIER LUIGI RANGHINO. "INUTILE ALIMENTARE LA CULTURA DEL SOSPETTO"

"Caro Tiramani, non ragionare per sentito dire..."

Riceviamo e pubblichiamo.

Apprendo dai media locali dello sconcerto provocato al Segretario provinciale della Lega Nord Tiramani dalle dichiarazioni del vice coordinatore del circolo cittadino di Vercelli del PD Pierluigi Ranghino in occasione della recente diretta di “Quinta Colonna” su Rete 4.

Premesso che il suddetto dal 14 luglio dell’anno scorso non è più vicepresidente di Atena ma semplicemente consigliere d’amministrazione, con compenso invariato di 1.650 euro lordi mensili, corrispondenti a 1.126 euro netti e che, con tutto il rispetto per Del Debbio e il format della sua trasmissione, molto, al riguardo di quest’ultima, si potrebbe discutere; vorrei, precisando che la presente non è una difesa d’ufficio di Ranghino che è assolutamente in grado di farlo da solo, sottolineare quanto segue. 

In primo luogo, diversamente dalle velate insinuazioni di Tiramani, penso che Ranghino, con l’onestà che da quando lo conosco l’ha sempre caratterizzato e che lo contraddistingue, abbia voluto mettere “in piazza” le sue preoccupazioni ed esprimere la propria soddisfazione per aver trovato soluzione, nel giro di un anno, a problemi comuni a migliaia di famiglie. Questo, secondo lui, grazie alla ripresa economica che era il tema trattato dalla trasmissione. Chi, tra noi che abbiamo figli, non ha, o non ha avuto, preoccupazioni analoghe? 

Altri forse, non avrebbero avuto il coraggio di farlo pubblicamente perché, è altrettanto onesto riconoscerlo, tali affermazioni, viste attraverso la lente deformata del pregiudizio e del sospetto, potevano essere, e lo sono state, interpretate malevolmente. Pierluigi poteva starsene zitto e parlare d’altro, invece ha avuto il coraggio di farlo. Sicuramente perché, secondo lui, non c’era nulla da nascondere e/o di cui vergognarsi, tutto qua.

Il fatto poi che nel 2017 e, volenti o nolenti, in una dimensione globale, si faccia dell’ironia sulla conoscenza dell’inglese come discriminante e valore aggiunto in rapporto ad una possibile assunzione, mi sembra un discorso piuttosto “provinciale” e non in relazione al ruolo di segretario di partito. 

Caro Tiramani, ragioniamo veramente su piani diversi. Figurati che, malgrado i diamanti in Tanzania, la laurea del Trota ed altre amenità simili, considerato che tali responsabilità non sono ascrivibili all’attuale classe dirigente del Carroccio, mi sono inquietato per il sequestro dei vostri conti correnti e ho manifestato pubblicamente il mio disappunto.

Confrontiamoci e discutiamo, anche aspramente, su questioni di merito, senza alimentare però la cultura del sospetto che, a volte purtroppo drammaticamente, molte persone ha irreparabilmente danneggiato nel passato più o meno recente. 

Come cantava Giorgio Gaber: “Non ragionare anche tu per sentito dire” e, naturalmente, Ranghino non ti dimettere!

Gian Paolo De Dominici, segretario Pd Vercelli Valsesia

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