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Politica | sabato 27 maggio 2017, 17:21

"Piano Strategico per Trino? Tante parole, ma niente di concreto"

GIOVANNI RAVASENGA: UN ESEMPIO? IL BORGO DI LERI PER IL QUALE SI SONO BUTTATI MOLTI SOLDI SENZA AVVIARE UN VERO RECUPERO

"Piano Strategico per Trino? Tante parole, ma niente di concreto"

Riceviamo e pubblichiamo.

Ho letto di un piano strategico in progress che comprenderebbe anche il Borgo di Leri ancora senza alcuna idea di cosa farne, di quale nuova destinazione d’uso, di quale investimento e relativo piano gestionale. E senza questi elementi è difficile parlare di strategie, non si va da nessuna parte, nè ci saranno soggetti privati disposti a compartecipare finanziariamente ad un recupero al buio. Alcune idee ci sarebbero ma politicamente non si devono considerare. E quindi si preferisce navigare al buio. Nel frattempo l’erba a Leri ha raggiunto il metro di altezza, le coperture delle travate Cavouriane stanno crollando, Casa Cavour è aperta ai quattro venti, per non parlare della chiesa e di tutto quello che era il Borgo di Leri ormai preda dei rovi e condannato al progressivo e inesorabile degrado. Ma si aspetta ancora l’idea non so di chi, nel frattempo si sono buttati ai rovi 450.000 euro di cui 350.000 di fondi pubblici senza la minima ricaduta.

Sono convinto che Trino dal punto di vista strategico ha delle potenzialità e dei punti di forza. Alcuni di questi, molto significativi, sono legati alla filiera territoriale del riso sulla quale lavorare di concerto con le rispettive organizzazioni, con le Aziende Agricole, con l’Ente Risi e con le Istituzioni locali ed Europee. Da non dimenticare e non sottovalutare che il territorio delle Grange che non è solo trinese, è di fatto la patria europea del riso di qualità, un vero unicum; e non solo per le tecniche innovative di irrigazione e di coltivazione che meritano ampio risalto, ma anche per la storia del territorio e degli insediamenti rurali con le loro tradizioni, dove appunto il riso da secoli viene coltivato in un ambiente ricco di spunti e di interessi storici e naturalistici. Da non sottovalutare l’industria della trasformazione e della lavorazione del riso made in Italy che è un contributo importante del processo di valorizzazione.

Elementi che se opportunamente ordinati, strutturati e organizzati, costituirebbero una importante vetrina di richiamo turistico e non solo. di livello internazionale. Sarebbero iniziative che farebbero la differenza e  gioverebbero a Trino e al Territorio innanzitutto, ma anche alla promozione del riso italiano che si sta dibattendo tra le molte difficoltà ampiamente note, quelle di un mercato sempre più globalizzato dove  qualità e sicurezza alimentare passano in secondo piano.

Altro importante punto di forza e l’istruzione e la formazione, Trino ha un Istituto Alberghiero di vera eccellenza che può contribuire fattivamente al processo di valorizzazione del riso italiano e delle Grange se opportunamente coinvolto, strutturato e organizzato. Purtroppo la Scuola è relegata a spazi inadeguati per l’attuale popolazione scolastica e senza alcuna prospettiva di soluzione dei problemi logistici che condizionano fortemente l’attività didattica ma in particolare l’immagine di una Scuola che può offrire ai giovani allievi buone possibilità di impiego e di lavoro in un settore, quello della ristorazione e della ricettività, ancora in crescita a livello nazionale. Oggi in termini di iscrizioni rispetto il recente passato, l’Istituto registra un calo significativo. Sono convinto che, da questo punto di vista, alle annunciate strategie del Sindaco, sarebbe veramente il caso che anziché i voli pindarici, ci fosse l’impegno proficuo e fattivo per costruire una nuova scuola come ormai dal 2013 mi sono permesso di richiedere ma senza alcun seguito.

La cultura e il ricco patrimonio storico trinese può essere un altro elemento di forte richiamo per riportare interessi per Trino e di conseguenza con le ricadute economiche per un tessuto commerciale e artigianale purtroppo in continua contrazione. Dalla Biblioteca Civica, all’archivio storico, al Museo Archeologico Gian Andrea Irico, al Palazzo Paleologo che meriterebbe un minimo di attenzione manutentiva, basti osservare le condizioni di degrado delle ampie finestrature su piazza Garibaldi nonché le strutture lignee sulla facciate interne. Ci sarebbero molti spunti di interesse per far sì che il potenziale visitatore che ha deciso di venire a Trino, trovi una bella e piacevole risposta al suo interrogativo: “ma perché dovrei andare a Trino?”. Stessa domanda che si porranno i ciclisti che percorreranno, chissà quando, la ciclovia del Po

Quindi di spunti, di idee e di punti di forza ce ne sarebbero molti, serve però la capacità e la determinazione di farne veramente dei temi di sviluppo e di crescita locale concreti, con qualche opportunità di lavoro per i giovani. Al momento si registrano solamente delle dichiarazioni, dei faremo senza neppure sapere cosa, come e quando e quindi senza neppure una ipotesi di pianificazione scritta. Nel suo portafogli l’Amministrazione Comunale ha cinque milioni di euro inutilizzati e inutilizzabili.

A meno che… E questa è la conferma che di strategie se ne parla solamente ma purtroppo, in concreto, con un nulla di fatto.

Giovanni Ravasenga, consigliere comunale di Trino

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