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Politica | domenica 08 gennaio 2017, 12:01

"Corso De Rege: troppi dubbi sull'abbattimento dell'immobile"

CATRICALA' E GAVIGLIO: "I VIGILI DEL FUOCO FECERO UN VERBALE GIA' NEL 2015: COSA E' STATO FATTO NEL FRATTEMPO?". E INTANTO ANNUNCIANO UN ESPOSTO ALLA SOPRINTENDENZA E LA RICHIESTA DI UN VINCOLO CHE VIETI DI EDIFICARE NUOVI STABILI

Riceviamo e pubblichiamo.

Ma siamo proprio sicuri che l’immobile di corso De Rege vada abbattuto… Siamo sicuri che dopo ci si potrà costruire sopra? I dubbi ci sono eccome.

Nel verbale di deliberazione della Giunta Comunale del 30 dicembre 2016, al quale si è giunti in assenza di una buona parte dei componenti (mancavano 4 assessori), si legge che, senza se e senza ma, l’edificio comunale di corso De Rege, debba essere abbattuto. Ora, ai più senz’altro sfuggirà l’iter attraverso il quale si è giunti a una decisione quantomeno opinabile: proviamo ad analizzare i fatti scandendo le date e facendo luce su alcuni importanti documenti.

Nell’agosto del 2015 veniva trasmesso al sindaco e all’ U.T.G. di Vercelli, un verbale dei Vigili del Fuoco nel quale si descrivevano le criticità dell’edificio comunale di corso De Rege e si sollecitava una tempestiva anzi urgente verifica statica. Quindici mesi dopo, il 3 novembre 2016, i Vigili del fuoco hanno effettuato un altro sopralluogo in seguito al quale è stato predisposto lo sgombero del bar Mozart ed è stata disposta l’interdizione della via pubblica su cxorso De Rege dal civico 35 al civico 41 nonché la delimitazione dell’area pubblica adiacente al parcheggio vetture del Palazzetto dello sport.

A fronte di tutto ciò, alcune domande sorgono spontanee. Quali misure o quali interventi ha adottato l’amministrazione comunale nel lasso di tempo intercorso tra i due sopralluoghi per garantire la sicurezza pubblica? E’ stata effettuata la verifica statica dell’edificio? Verificheremo, ma parrebbe proprio di no, nulla è stato fatto di concreto!

Eppure nella delibera sopraindicata viene sottolineato quanto sia fondamentale e prioritario garantire la sicurezza sia del suolo pubblico, sia degli immobili dell’ente, eliminando e/o prevenendo situazioni di pericolo o deterioramento degli stessi.

Ci si domanda anche per quale motivo questo edificio storico risalente al XIX sec. sia giunto in tali condizioni tanto da pronunciarsi per il suo abbattimento.

Non era possibile intervenire per tempo? Possiamo accettare come motivazione della non avvenuta prevenzione e conservazione dell’edificio il fatto che si preferiva alienare l’immobile? Ma chi avrebbe mai comprato un edificio che necessitava quanto meno della messa in sicurezza?

Tuttavia l’amministrazione si è adoperata per redigere il progetto di demolizione dell'eidficio di proprietà comunale. Progetto in cui vengono ipotizzati due tipi di intervento e cioè la messa in sicurezza dell’edificio che richiederebbe un costo di 135.000 euro circa e l’abbattimento dello stesso con l’importo di 95.000 euro. Possibile che una differenza poco rilevante tra i due importi abbia fatto sì che si optasse per l’abbattimento? Considerando quanto la giunta ha deliberato in ordine alle retribuzioni delle figure apicali, non pare che 40.000 euro di maggiori spese possano essere un problema per questa amministrazione: forse si poteva risparmiare sull’incremento delle retribuzioni dei dirigenti o non confermare il portavoce a 30.000 euro (primo e per ora unico incarico assegnato ad un consulente esterno nel 2017) e destinare delle risorse per questa opera? 

Comunque anche questa decisione ha i suoi perché! Da quanto si legge, la scelta dell’opzione demolizione presenterebbe alcuni vantaggi: restituire l’area libera con conseguente possibilità di riutilizzarla come area verde e/o area parcheggio oppure rendere possibile, se si mantiene l’edificabilità, la costruzione di un nuovo fabbricato.

Tra l’altro da quanto si evince dai giornali vercellesi pare che quest’ultima sia la scelta dell’amministrazione. Ma anche qui ci sarebbe qualcosa da dire vista la lettera di risposta ricevuta dal Centro Studi Vercellae (Gaviglio, Perazzo e Ricolfi) dalla Soprintendenza datata 28 dicembre 2016, a seguito della richiesta di delucidazioni in merito proprio all’edificio in questione, inviata per conoscenza anche al Sindaco Forte. Nel documento ricevuto appunto da Gaviglio, la Soprintendenza ha ritenuto utile segnalare (poteva anche non farlo) al Comune di Vercelli l’opportunità di preservare le caratteristiche tipologiche e architettoniche dell’immobile e viene inoltre ricordato che l’edificio ricade nelle zone sottoposte a controllo archeologico pertanto qualsiasi opera di manomissione del sottosuolo è sottoposta a preventivo parere vincoalnte da parte della Soprintendenza stessa (sono presenti resti riferibili alla città romana e pertinenti al luogo vicinissimo in cui esiste l’anfiteatro romano oltreché i resti di mura di epoca medievale e rinascimentale).

Il Centro Studi Ricerche Storiche e Archeologiche Vercellae prenderà comunque i dovuti provvedimenti se l’amministrazione perseguirà la strada dell’abbattimento nonché della ricostruzione di nuove abitazioni. E’ possibile che dopo l’abbattimento venga creata una situazione di vincolo diretto, che di fatto impedirà la costruzione di qualsiasi edificio perdendo la volumetria preesistente dell’immobile attuale che potrebbe essere usato per fini adeguati alla tipologia architettonica che rientra nel piano paesaggistico del quartiere e della città stessa. Del resto, in ultima analisi, ma non meno importante, la legge Urbani del 2004 (nonché la legge Bottai del 1939) stabilisce la non edificabilità in prossimità di corsi d’acqua: in loco, a pochissimi metri, scorre la roggia Molinara.

Michelangelo Catricalà (M5S), Dario Gavglio (Centro studi Vercellae)

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