Arte e Cultura - 30 marzo 2016, 22:29

Quattro pizze e tanta tradizione, perfettamente riuscito l'aperipizza vercellese - FOTOGALLERY

LA GIURIA PRESIEDUTA DAL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA RIVA VERCELLOTTI HA PREMIATO LA "SUPREMA VERCELLESE" PROPOSTA DAL TEATRO 26 E DALLA LOCANDA DI CARESANA.

La pizza "suprema vercellese", proposta dal ristorante pizzeria Teatro 26 in collaborazione con la Locanda di Caresana, è risultata la più votata da una speciale giuria presieduta dal presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti e composta dai giornalisti vercellesi. Al di là del simpatico risultato si può affermare senza ombra di dubbio che a vincere siano stati tutti coloro che hanno deciso di metterci la fantasia per dare vita ad una pizza alla vercellese.

«Trovo estremamente importante per la provincia di Vercelli che possa nascere una pizza alla vercellese – ha affermato il presidente Riva Vercellotti – attraverso il cibo si può affermare anche l’identità territoriale ed esportarla oltre i confini».

Concorde uno degli organizzatori Marco Reis:« Ho lavorato molti anni a Biella dove in ogni ristorante c’è acqua Lauretana e birra Menabrea. A Vercelli non è così. A Vercelli si pensa che serva mettere i cartelli nelle strade o fare mostre con quadri statunitensi o cinesi, ma non è questa la strada. Vercelli è forse l’unica città che ha un anfiteatro romano di 140 metri e non lo sfrutta. Il rilancio del turismo vercellese passa anche da iniziative identitarie come questa».

Le pizze proposte sono state quattro. La pizza dal carvè proposta da Alex Pia della Vecchia Taverna di Santhià a base di mula, fagioli e zucchine. A seguire la giuria ha potuto assaporare la pizza dal “sasin” di Angela Bertola del ristorante Edelweiss di Ronsecco:  a base di ragù, ingrediente del “risotto degli assassini” antenato della panissa. “Leggerezza vercellese” è invece il nome della pizza, ideata da L’osteria di una volta di Prarolo, a base di verze e costine. Mente di questa pizza è stato il campione del mondo di panissa Leo D’Addante. La quarta in ordine di presentazione è stata la “Suprema vercellese” realizzata da Rino Manzi del Teatro 26 in collaborazione con la Locanda di Caresana e ha coniugato peperoni, crema di bagna cauda con un bordo rinforzato e ripieno del soffritto della panissa in un impasto di farina di riso venere dell'azienda agricola Falasco. Fuori concorso la focaccia della mondina a base di arrosto e di toma valsesiana. Ad accompagnare questi quattro assaggi una birra griffata BsA coniata per l’occasione e denominata “Biondin” in onore del famoso bandito del 1900 conosciuto anche come il “Robin Hood delle risaie”. 

Nel complesso le pizze proposte sono sembrate tutte gustose e meritevoli di essere mangiate, a fare la differenza per la giuria è stato il giusto mix tra gusto e valore identitario.

«Queste pizze entrano questa sera nei menù e ci resteranno per molto tempo dando così modo a tutti, turisti e vercellesi, di gustarle in un entusiasmante mix di sapori e tradizione»: ha ricordato Marco Reis della “Città del Riso”.

Il presidente dalla Provincia Riva Vercellotti ha poi posizionato sulla porta del Teatro 26 lo speciale distintivo coniato da “Città del Riso” per contrassegnare tutte quelle attività che nei loro menù proporranno pizze con ingredienti della tradizione.

Matteo Romano

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