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Politica | lunedì 11 gennaio 2016, 10:07

Soldi regalati a capocchia

RANDAZZO E DEMARIA SU CONSULENZE VARIE, TAVOLO LAVORO, MANCATE ASSUNZIONI

In diciannove mesi di amministrazione-Forte, pensiamo di avere un ruolo critico, ma anche costruttivo all'interno del Consiglio comunale: la nostra opposizione è stata anche dura, ma non prevenuta. Siamo, da una parte, stati gli artefici della commissione d'inchiesta sui casi Contato del Canavese ex Expo, e siamo stati i primi a muoverci sulla vicenda Emodinamica, combinando una conferenza stampa di tutta la minoranza, pochi minuti dopo aver appreso la stravagante decisione dell'assessore Saitta; tuttavia, dall'altra, per fare un altro esempio, abbiamo votato a favore della rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, perorata dall'assessore Andrea Coppo perché ci sembrava un'ottima idea e abbiamo deciso di concedere credito alla giunta anche sulla dibattutissima questione Atena-Ire, fidandoci delle persone che hanno condotto la trattativa (il Cda di Atena Spa e il mediatore scelto dal Comune per trattare con Iren), pur sapendo che il presidente di IreN, Profumo, non è un amico della nostra città, se si pensa alla cancellazione unilaterale della Seconda Facoltà di Ingegneria, da lui decisa, contro  ogni logica vercellese, quand'egli era Rettore del Politecnico.

Su tutte le questioni, minime e importanti, abbiamo sempre agito in piena sintonia, eccezion fatta per il famoso voto sulla sfiducia a Maura Forte: uno di noi ha votato sì ritenendola inadeguata, un altro no perché non si sfiducia un sindaco eletto dai cittadini. Al di là di questo, chiusa la vicenda sfiducia, abbiamo ripreso ad esaminare, punto per punto, le vicende comunali, dando il nostro assenso oppure il nostro dissenso al lavoro della giunta, in piena coscienza, senza alcuno spirito di vendetta o di rivincita e, soprattutto, dialogando con tutta la minoranza, pur senza prendere ordini da nessun partito o movimento, ma anche accettando di collaborare - per quanto riguardava uno di noi due - in un determinato settore specifico (quello della sicurezza e Polizia urbana) - con il sindaco, pur rimanendo all'opposizione: progetto, quest'ultimo, poi svanito dopo una lunga riflessione, perché l'elettorato di centrodestra sarebbe probabilmente rimasto disorientato.

Siamo però rimasti esterrefatti scorrendo, qualche giorno fa, tre determine dirigenziali di fine anno assunte in virtù di una delibera della giunta votata il 18 dicembre.  Tre determine, che ci hanno riportati ai tempi nefasti dell'assegnazione della stagione teatrale al Contato del Canavese e dell'incarico al consulente esterno che avrebbe dovuto curare l'immagine Facebook di sindaco e giunta. Tre determine che assegnavano, complessivamente, 74 mila euro (proprio in un periodo in cui il Comune piange miseria) all'Associazione Mecenate 90 (24.400 euro, Iva compresa) per uno studio di fattibilità per realizzare una Scuola di Alta Formazione di cucina all'interno dell'Ex Enal; allo Studio Base engineering di Torino e all'architetto Michela Lageard (25.249,12 euro, Iva compresa) per promuovere il riso vercellese in Cina; e al Cidac, l'Associazione delle Città d'arte e cultura (24.400 euro, Iva compresa) per studiare lo spostamento della Biblioteca civica all'interno del Pisu.

Settantaquattromila euro buttati al vento o, in subordine, regalati associazioni o studi professionali non vercellesi, senza alcun motivo. Per quanto riguarda lo studio di fattibilità della Scuola di Alta Cucina all'ex Enal, non solo si poteva chiudere di compierlo a ultra competenti realtà locali (dagli Istituti Alberghieri della provincia, a Casa Verdi dell'Ascom che, tra l'altro, fa anche Formazone professionale), ma sarebbe bastato rivolgersi allo studio di architettura Villani che aveva già predisposto un progetto addirittura esecutivo per una Risoteca all'interno dell'ex Enal, con tanto di predisposizione di una teca per cucina per svolgere di giorno corsi appunto di alta formazione e per allestire, la sera, un ristorante. D'accordo che, nella delibera-quadro e nella determina si afferma che, già curando il Piano strategico, Mecenate 90 risponde ai criteri di "coerenza, efficacia ed efficienza", ma se le soluzioni sono già a portata di mano, e assai meno onerose, se non gratuite, non si capisce proprio perché andare a regalare altri soldi ad un'associazione romana anziché rivolgersi alle realtà vercellesi, altrettanto "efficaci ed efficienti".

Per quanto riguarda poi l'incarico di affidare ad uno studio di engineering di Torino la valorizzazione del riso vercellese in Cina, solo perché tale studio ha una partnership con un architetto a Nanchino (caspita!) vorremmo solo ricordare che, sempre che si voglia davvero andare a vendere riso ai cinesi, per questo tipo operazioni esistono già autorevoli enti e associazioni che svolgono questo tipo di operazioni da decenni.
> Infine, l'operazione Cidac è forse viziata, fin dalle fondamenta, dall'osservazione che il suo vice presidente nazionale è proprio il sindaco Forte e che quindi appare inusuale (abbiamo cercato di usare un aggettivo neutro) che il Comune impegni un'associazione di cui è vice presidente il sindaco a fare lavori remunerato a Vercelli.
> Stante tutte queste cose, ci siamo mossi così. Ci siamo ovviamente confrontati con tutta l'opposizione (e alcuni gruppi, come SiAmo Vercelli e Lega Nord, si sono subito mossi per disinnescare il progetto della giunta con duri comunicati-stampa) e, da parte nostra, abbiamo anche sentito il gruppo di maggioranza Cambia Vercelli prospettandogli l'assurdità delle tre determine. Un autorevole esponente di Cambia Vercelli ci ha garantito che avrebbero costretto il sindaco a ritirare la delibera-quadro (con l'annullamento di conseguenza delle tre determine), l che è avvenuto. Non ci interessa la scusa ridicola accampata dal sindaco: "Abbiamo cancellato la delibera per coinvolgere anche altri sindaci". Lo scopo è stato raggiunto.
> Una pagina poco edificante che va proprio nella direzione opposta a quella che il sindaco vorrebbe intraprendere chiedendo la nostra collaborazione.
> A Maura Forte ricordiamo che, a diciannove mesi dal suo insediamento, a Vercelli non è ancora arrivato un solo posto di lavoro promosso dalla politica comunale e che le piscine sono ancora al punto di partenza. Giustamente (da parte sua) Donatella Capra aveva promosso, in campagna elettorale, una raccolta di firme contro l'assurdità di un capoluogo di provincia senza piscine pubbliche d'inverno. Se ne promuove un'altra, ora, firmiamo anche noi. E poi c'è la questione-lavoro. Vorremmo ricordare che Vercelli Amica propose, d'intesa con tutto il centrodestra, nel primo Consiglio comunale, la costituzione di un tavolo comunale sul lavoro. Ci fu risposto che era pleonastico e inutile. Lo richiediamo adesso con forza, visto che i fatti dimostrano drammaticamente la sua utilità. Nei prossimi giorni, Maura Forte vedrà gli esponenti di Iren. Faccia in modo che le prime assunzioni promesse da quella che un po' pomposamente lei definisce Super Atena riguardino i lavoratori disoccupati e senza ammortizzatori sociali (di cui si è presa a cuore la sorte anche Mariapia Massa, durante l'ultimo Consiglio), i sette della Scs che lavoravano all'inceneritore. Sarebbe un bel segnale.
Siamo disposti a seguire Maura Forte (pur facendo il nostro dovere di controllori) sui temi dell'occupazione, dello sviluppo di Vercelli, dell'Ambiente, di un serio e ben ponderato programma culturale. Non certo sui soldi regalati a capocchia per progetti, ripetiamo, che o l'apparato comunale o i vercellesi sono in grado di svolgere nel migliore dei modi. L'erba del vicino sarà pure più verde, ma spesso è anche avvelenata.
>
> MAURIZIO RANDAZZO ed ENRICO DEMARIA, VERCELLI AMICA

REDAZ

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