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Cronaca | 14 agosto 2015, 04:35

I resti del ponte romano in località Mantie

RECENTE SOPRALLUOGO DE LA RETE. E' POSSIBILE REALIZZARE UNA MAPPATURA DEL TERRITORIO

Blocchi di pietra di rivestimento del ponte

Blocchi di pietra di rivestimento del ponte

Egr. Direttore,

durante il sopralluogo avvenuto il giorno 3 agosto 2015 in località Mantie, con gli esponenti del Gruppo archeologico Piemonte Orientale Dario Gaviglio, Emanuele Tosi e Franco Ricolfi e parte de l'associazione "La Rete" del giornalista Marco Reis, abbiamo verificato le condizioni attuali dei resti del ponte romano, emersi e scoperti dal nostro sodalizio 45 anni fa; il ritrovamento fu segnalato dalla famiglia Gaviglio e dal Centro Studi Vercellae al prof. Vittorio Viale della Soprintendenza archeologica di Torino.

Seguirono due sopralluoghi effettuati dal Centro Studi Vercellae con la Soprintendenza archeologica di Torino verso la fine anni '80 - inizi anni '90.

Sul libro "Vercelli e il vercellese nell'antichità" di Vittorio Viale, a pag. 50 viene descritto l'itinerario della strada romana che da Ticinum (Pavia), passando il Sesia lungo la linea del Po, conduceva ad Augusta Taurinorum (Torino), transitando per Mantie: "...Si può pensare che, dopo il passaggio del Sesia intorno a Mantia e la biforcazione della strada verso Vercelli..."; data la contemporaneità della scoperta con la pubblicazione del testo da parte di Vittorio Viale, non ci si potè soffermare troppo a lungo sui dati, non avendo ancora topografato i resti delle palificazioni e delle strutture in pietra.

Inoltre venne identificato presso un'abitazione privata, di antiche origini nobili, un frammento di piede in bronzo dorato, dalle seguenti misure: cm 32 x 13; peso kg 1,104 (foto in allegato). L'oggetto venne rinvenuto nel XIX sec. e posseduto fino ai giorni nostri in esposizione presso questa famiglia privata, già schedato dal G.A.P.O. e dalla Soprintendenza Archeologica di Torino.

Conseguentemente alla scoperta venne recuperato e depositato presso il Museo di Casale M.to (Al) uno zoccolo in bronzo di un cavallo su basamento in pietra; con tutta probabilità doveva far parte di una statua equestre di epoca romana, cui era da riferire il piede calzato di cui sopra.

In prossimità del ponte erano state costruite in età romana delle possenti e robuste strutture in calcestruzzo e pietre a guardia del transito sul ponte e per la sua difesa, probabilmente da identificarsi con un complesso fortificato, forse riferibile ad un praesidium militare romano; solitamente ogni punto strategico di passaggio di antiche vie consolari romane era infatti controllato da un presidium. Nel posto di guardia erano alloggiate guarnigioni militari di legionari addestrate per far fronte ad ogni evenienza.

In tutti questi anni il G.A.P.O. ed il Centro Studi Vercellae sono stati impegnati in un'indagine conoscitiva del territorio. Colloquiando con gli abitanti di Candia e zone limitrofe per raccogliere più notizie possibili riguardanti le scoperte casuali e fortuite compiute dai cittadini, è possibile giungere all'identificazione di importantissimi siti archeologici, consentendoci così di realizzare una prima mappatura del territorio.

In futuro verranno segnalate da parte del nostro gruppo nuove ed importanti scoperte che rivoluzioneranno la storia antica del territorio.

Chiediamo alla popolazione di continuare a collaborare per il Bene comune e della Scienza archeologica.

Cordiali saluti


Dario Gaviglio (presidente)

Emanuele Tosi  (segretario)

Franco Ricolfi

REDAZ

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